Ascoli Piceno, l’assessore: “Quella preside omofoba va sollevata”

“Mi fa schifo” aveva dichiarato sull’omosessualità. Marisa Salvatori rischia il posto.

Rischia di essere rimossa dal suo incarico la preside del liceo linguistico Stabili – Trebbiani di Ascoli Piceno, per avere impedito, adducendo motivazioni omofobe, la diffusione nella sua scuola di un documento preparato dagli studenti in occasione della Giornata contro l’Omofobia.

Dopo il caso sollevato da Gay.it , infatti, sulla vicenda è intervenuta l’assessore Paola Giorgi che si è detta indignata per l’accaduto. “Le istituzioni, in primis quelle scolastiche, hanno il compito di formare i giovani sulla base di regole civiche basate sul rispetto dei diritti della persona – scrive l’assessore -. Accolgo quindi la richiesta avanzata dall’Associazione Diritto Forte e agirò nelle sedi opportune affinché la persona in questione venga sollevata da un così delicato incarico che ha dimostrato di non poter svolgere”.

Marisa Salvatori, questo il nome della dirigente scolastica, aveva detto ai suoi studenti che “l’omosessualità è contro natura, perché non è possibile che un essere umano possa amare un altro essere umano dello stesso sesso, e a me fa schifo”.

L’assessore Giorgi ha sottolineato che “lo stesso Ministero dell’Istruzione, invita formalmente le istituzioni scolastiche a promuovere iniziative di riflessione in occasione del 17 maggio di ogni anno, Giornata internazionale contro l’omofobia”. Il comportamento della preside, dunque, non solo è diseducativo e chiaramente omofobo, ma contravviene a precise indicazioni del ministero a cui dovrebbe rispondere.

Secondo Paola Giorgi, la professoressa Salvatori, dunque, “ha violato i suoi obblighi istituzionali, civili e professionali negando con motivazioni volgari una lecita richiesta in merito alla sensibilizzazione contro l’omofobia”.

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Nelle ore in cui è emersa la notizia, diffusa dalla Rete degli Studenti Medi, la redazione di Gay.it ha contattato l’istituto Trebbiani per permettere alla preside di rispondere alle accuse che le venivano rivolte. La professoressa Salvatori, però, ha ritenuto di non dovere rispondere alle nostre domande.