Tutto quello che avreste sempre voluto sapere sugli asessuali ma non avete mai osato chiedere

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L'asessualità è una scelta? È il calo della libido? Gli asessuali fanno sesso? Che rapporto c'è tra asessualità e orientamento sessuale? L'intervista che serviva.

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Dopo un nostro articolo di qualche settimana fa dedicato al tema dell’asessualità, abbiamo ricevuto la richiesta da parte di alcuni lettori di approfondire il tema e di chiarire alcune ambiguità. Trattandosi di un tema molto attuale, ancora poco conosciuto e piuttosto delicato abbiamo deciso di contattare Alice R. del Gruppo Asessualità di Arcigay Milano per fare un po’ di chiarezza, consapevoli dell’importanza di mettere a fuoco con precisione i punti principali di questo tema.

Ciao Alice, visto che ci sono un po’ di idee confuse sul tema, cominciamo proprio dalle fondamenta, chi sono gli asessuali e come si può definire l’asessualità?

Gli asessuali sono persone che non provano attrazione sessuale. Questo però non significa che non possano provare attrazione romantica verso persone del sesso opposto (etero-affettivi), dello stesso sesso (omo-affettivi) o entrambi (bi-affettivi).

Quindi l’asessualità è un aspetto che si aggiunge all’orientamento sessuale o per meglio dire affettivo?

L’asessualità è un orientamento sessuale. Gli studi moderni sul tema risalgono a Magnus Hirschfeld alla fine del 1800, quelli contemporanei a Kinsey e quelli odierni dagli anni ’90 in poi. Diciamo che l’orientamento sessuale di una persona è un insieme che comprende attrazione sessuale e attrazione affettiva. Per esempio un omosessuale è attratto sessualmente e affettivamente da persone dello stesso sesso. Nella maggior parte delle persone quindi attrazione sessuale e affettiva vanno nella stessa direzione. Nel caso degli asessuali invece no: non c’è attrazione sessuale, ma ci può essere attrazione romantica.

Quali sono i più frequenti fraintendimenti sull’asessualità? Quali sono le cose che a un asessuale dà fastidio sentire o sentirsi dire?

Prima di tutto, che sia una scelta. Ovviamente, essendo un orientamento sessuale, non lo è. Poi “sei malato”, “troverai la persona giusta”, “non sei un essere umano”. In realtà i luoghi comuni e le offese rivolte alle persone asessuali sono parallele a quelle rivolte alle persone omosessuali: credo nascano dal fatto di non accettare persone diverse da sé e comunque non inquadrate in modo eteronormato.

Un’altra questione su cui non ho trovato chiarezza nelle mie letture è questa: gli asessuali fanno sesso? Alcuni fonti dicono che possono anche avere rapporti sessuali, ma che per loro non rappresenta un punto centrale. È vero, o per essere asessuali non si devono avere rapporti?

Essere asessuale non significa necessariamente essere casto. Una persona asessuale può benissimo avere rapporti sessuali, per le più svariate ragioni. Fisiologicamente funziona tutto. Questo significa che il sesso rimane un’attività piacevole che un asessuale può decidere di fare per il puro piacere di farlo pur non provando attrazione sessuale verso il partner. Dipende molto dall’individuo e dalla coppia.

Una cosa che mi viene da pensare è il fattore tempo. Mi spiego: è molto comune, anche tra le persone che non si definiscono asessuali, avere dei periodi di scarso interesse verso il sesso. Un asessuale quindi passa più tempo o tutta la sua vita sperimentando questa condizione?

Si tratta per esempio di cali di libido (che è molto variabile nella vita umana, addirittura di mese in mese) o di periodi personali di pausa. Nel caso dell’asessualità non si tratta di questo: la mancanza di attrazione sessuale è infatti stabile e continua e non comporta necessariamente un calo di libido (sono due cose separate in sessuologia).

 

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Com’è la situazione italiana sull’asessualità? Avete un’organizzazione?
 
La scena italiana è piuttosto complessa, dal punto di vista di visibilità e informazione. Purtroppo viviamo in un Paese molto restio a informarsi su temi che hanno a che fare con la sessualità, sia dal punto di vista della popolazione media sia dal punto di vista dei professionisti del settore, anche se devo dire che le cose stanno cambiando per fortuna. Dal punto di vista associazionistico: esiste AVEN (Asexual Visibility and Education Network) che in Italia è più un gruppo di auto mutuo-aiuto. Come vera e propria associazione c’è Arcigay Milano che da poco più di un anno si occupa anche di asessualità. Io faccio parte di Arcigay Milano e dò anche una mano in AVEN.

Avete dei problemi a causa della difficoltà che mi sembra ci sia nel dare una definizione univoca, netta di questo orientamento?

Beh, in realtà non c’è nessun problema nel definire questo orientamento: ossia la definizione è chiara e piuttosto semplice. La difficoltà è data (come sempre) dalle persone che non vogliono capire/accettare persone diverse da sé. Inoltre c’è purtroppo una continua disinformazione riguardo al tema (a volte fatta con malizia, a volte no), come purtroppo su tutti i temi LGBT*. Credo che quello che questo causa sia soprattutto un grosso peso sulle persone asessuali nel non sentirsi accettate, nell’essere derise fino ad arrivare a discriminazioni, bullismo e addirittura violenze fisiche. Credo che una corretta informazione sia la prima cosa da fare per permettere a tutti di vivere in una società più aperta e quindi migliore.

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