Asia Argento, Jimmy Bennett conferma le accuse: ‘mi vergognavo, ero minorenne’

di

Continua a far parlare lo 'scandalo' Asia Argento/Jimmy Bennett, da giorni al centro della stampa internazionale.

CONDIVIDI
104 Condivisioni Facebook 104 Twitter Google WhatsApp
3612 3

Paladina del #MeToo, nonché prima accusatrice di Harvey Weinstein, Asia Argento è finita sulle prima pagine di mezzo mondo a causa di un risarcimento di oltre 300.000 dollari a Jimmy Bennett, suo giovanissimo attore in Ingannevole è il cuore più di ogni cosa che l’ha accusata di molestie, quando aveva solo 17 anni.

Esplosa grazie al New York Times, la notizia ha regalato continui colpi di scena quotidiani, con Sky sul piede di guerra e pronta a licenziare Asia in qualità di giudice di X-Factor e la Argento, tramite il proprio avvocato, in trincea. L’attrice ha negato di aver mai fatto sesso con Jimmy, definito un ‘ragazzo arrapato che le è saltato addosso’, e ha confermato il pagamento di 380.000 dollari voluto dall’ex compagno Anthony Bourdain, morto suicida pochi mesi fa, pur di mettere un freno ad un vero ‘ricatto’. Peccato che TMZ abbia poi sganciato delle autentiche bombe, nei confronti di Asia, ovvero degli sms che la Argento avrebbe scambiato con un amico, in cui di fatto conferma di essere andata a letto con il ragazzo. «Ho fatto sesso con lui ed era strano. Ma non sapevo che fosse minorenne fino alla lettera del ricatto». A corredo degli sms, TMZ ha pubblicato anche un selfie di Asia e Jimmy, abbracciati e a letto insieme. Una foto presumibilmente scattata il 9 maggio 2013 al Ritz Carlton di Marina del Rey, giorno del presunto incontro sessuale. All’epoca Jimmy aveva 17 anni.

Ebbene Bennett, dopo giorni di silenzio, ha parlato al New York Times, confermando le sue accuse.

«Nei giorni scorsi non ho fatto dichiarazioni perché ero addolorato e mi vergognavo che tutto questo fosse reso pubblico. All’epoca dei fatti ero minorenne e ho cercato giustizia nel modo che a me sembrava più appropriato perché non mi sentivo pronto ad affrontare le conseguenze che questa vicenda, se resa pubblica, avrebbe potuto comportare». «Inizialmente non ho parlato della mia storia preferendo gestirla in privato con la persona che mi aveva fatto un torto. Temevo che in quanto maschio le mie parole sarebbero state stigmatizzate. Non pensavo che qualcuno avrebbe compreso che cosa significa vivere quel tipo di esperienza da teenager. Ho affrontato molte difficoltà nella mia vita  e affronterò anche questa. Vorrei superare questa vicenda, e ho deciso di andare avanti. Ma senza rimanere più a lungo in silenzio».

I ricordi di quella notte sarebbero tornati a galla quando Asia ha denunciato pubblicamente le violenze subite da Weinstein, con Jimmy che aveva inizialmente chiesto oltre 3 milioni di risarcimento alla Argento, per poi ‘accontentarsi’ privatamente di 380.000 dollari. Da quel che si evince, parrebbe comunque errato parlare di ‘stupro’ o di ‘molestia’, perché Bennett era più che consenziente, tanto dall’aver più volte inviato foto hot alla Argento e una lettera d’amore.

Vittima sacrificale ai tempi dello scandalo Harvey, tanto da doversi persino difendere da chi non le credeva e le dava della bugiarda, Asia è ora diventata  il cavallo di Troia perfetto per affondare il movimento #MeToo, per depotenziarlo, per ridicolizzarlo. Non a caso in Italia la stampa vicina al centrodestra (Libero, Il Giornale, Il Tempo) ne ha subito approfittato sbattendola in prima pagina, in qualità di strega tentratice affamata di minori,  cavalcando una notizia ancora poco chiara e dai contorni ambigui pur di trasformare la figura femminile da vittima a carnefice. Ma sarebbe lecito, e deontologicamente doveroso, evitare condanne mediatiche, in attesa di maggiori chiarimenti.

Guarda una storia
d'amore Viennese.

Tutti gli articoli su:

Commenta l'articolo...