Ambasciata USA e associazioni contro Pescante per le parole su Sochi

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Tutti contro il rappresentante del Comitato Olimpico Italiano che si scusa per le prole sulle lesbiche inviate dagli usa a Sochi ma che poi ribadisce: "sbagliato usare le...

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Mario Pescante si scusa ma insiste: sbagliato inviare rappresentanti del mondo lgbt a Sochi in segno di protesta . Il membro del Comitato Olimpico italiano ribadisce la sua contrarietà alla scelta degli Stati Uniti di inviare atleti gay nella delegazione che accompagnerà la delegazione americana in Russia per i giochi invernali anche se ammette “ho usato termini impropri”. Secondo Pescante la manifestazione sportiva dovrebbe essere tenuta fuori da quelle che chiama “strumentalizzazioni politiche”.

E’ Arcigay a ricordare a Pescante che i giochi sono in realtà un momento politico, come dimostrò “il trionfo della Germania nazista” del 1936. Olimpiadi che furono svolti “in un Paese in cui gli ebrei erano perseguitati ed esclusi dall’uso dei campi sportivi pubblici”. “Includete Paola Concia, attivista lesbica ed ex atleta, medaglia d’oro nel tennis agli Eurogames 2008, nelle delegazione istituzionale italiana a Sochi”, è l’appello del presidente nazionale di Arcigay Flavio Romani a Giovanni Malagò, presidente del Coni.

Il senatore del PD Sergio Lo Giudice annuncia di aver “presentato un’interrogazione urgente ai ministri degli Esteri e dello Sport per chiarire se le dichiarazioni dello stesso non siano in contrasto con la posizione assunta dall’Italia in relazione al rispetto dei diritti umani nel mondo e se non ritengano per questo di manifestare pubblicamente la distanza nei confronti di chi di fatto rappresenta il nostro paese in un così importante organismo sportivo internazionale come il CIO”.

Dimissioni di Pescante dal CIO chiedono Imma Battaglia presidente onorario Di’Gay Project, e Paola Brandolini, presidente nazionale ArciLesbica. Mentre Yuri Guaiana, segretario dell‘Associazione Radicale Certi Diritti, giudica le parole di Pescante riportate dalla stampa “cariche di omofobia e inqualificabili”. E ricorda il sesto principio della Carta Olimpica: “ogni forma di discriminazione nei confronti di un Paese o di una persona per motivi di razza, religione, politica o sesso, o

altro è incompatibile con l’appartenenza al Movimento

Olimpico”.

E in serata è arrivato anche il tweet dell’ambasciata americana a Roma: “Nello spirito di Martin Luther King, la lotta per i diritti civili della comunita’ Lgbt prosegue la sua marcia… fino alle Olimpiadi di Sochi e oltre”.

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