Nuove minacce alla coppia gay di Verona: “Sei già morto perché noi ti ammazziamo”

Minacce inequivocabili, anche stavolta, come gli insulti di solo qualche mese fa.

Sono passati due giorni dalla fine del Congresso delle Famiglie, ma le polemiche non accennano a placarsi. Dopo la contro-manifestazione che ha visto 130.000 persone provenire da tutta Italia. E Dopo gli attacchi da parte dei presenti e le affermazioni del premier Giuseppe Conte. A seguito delle dichiarazioni del sottosegretario alla presidenza Vincenzo Spadafora e i due vice premier, il 30 aprile si sono verificate anche delle offese pesanti verso una coppia gay che abita proprio a Verona.

Si tratta, in particolare, di Angelo Amato. Lui, insieme al suo compagno, conoscono bene l’omofobia di Verona, in quanto vittime di varie aggressioni, sia verbali che fisiche, anche molto gravi. Il fatto si sarebbe verificato davanti al Palazzo del Grand Guardia, dove si stavano svolgendo l’incontro. In un video realizzato da Silvia De Santis per Servizio Pubblico, due uomini avrebbero insultato Angelo Amato, definendolo “cul*ttone di m*rda” e affermando Comunista di m*rda, cane randagio! Sei a Verona, ricordatelo!“. Uno dei due, poco dopo, avrebbe anche attaccato sempre verbalmente una poliziotta (dirigente della DIGOS), con la quale stamattina si è scusato, per evitare una denuncia per oltraggio.

“Ricordati che sei già morto perché noi ti ammazziamo”: gli attacchi alla coppia gay di Verona

Anche stavolta, le minacce di morte per la coppia gay non possono essere ambigue. Il senso è molto diretto: si tratta di omofobi che non avrebbero problemi a picchiare un omosessuale, se non peggio. Open ha raggiunto telefonicamente Amato, il quale ha raccontato come si sono svolti i fatti. Secondo la vittima, Angelo avrebbe scambiato uno sguardo con uno dei due omofobi, il quale lo avrebbe riconosciuto. In quel momento gli avrebbe urlato contro “Ricordati che sei già morto perché noi ti ammazziamo“. E’ bastato quello a far capire ad Angelo Amato che era lui uno degli ignoti che qualche mese aveva cosparso di benzina il pianerottolo della loro abitazione. Angelo, uscito dalla porta di ingresso sentendo un odore forte di benzina, aveva ricevuto in faccia una secchiata della stessa, per coprire la fuga dei responsabili.

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Sabato, dopo le minacce, Angelo ha risposto affermando “Fascisti, Assassini! Vergognatevi! Siete voi che siete venuti a casa con la benzina di notte!”. Gli stessi, oltre alla benzina, avevano decapitato una statua che la coppia aveva in giardino, avevano bucato le gomme dell’auto e avevano disegnato sui muri delle svastiche e scritto sulle mura di casa “Cul*toni bruciate“, e “Vi metteremo tutti in una camera a gas“.