Attivista gay ucciso ad Aversa, dopo un anno la famiglia attende ancora il corpo

I famigliari di Vincenzo Ruggiero hanno rivolto un appello pubblico alla Procura.

La famiglia di Vincenzo Ruggiero non ha ancora riavuto il corpo del ragazzo per dargli una degna sepoltura.

Un dolore che si trascina da dieci mesi, tanto è passato dal brutale omicidio di Vincenzo Ruggiero, attivista gay 25enne di Aversa, nel Casertano. Un crimine che sconvolse la comunità LGBTI campana per la sua violenza.

Ruggiero era stato ucciso e poi smembrato da Ciro Guarente, il fidanzato 35enne di Heven Grimaldi, un’amica transgender del ragazzo. Alla base dell’omicidio avvenuto con due colpi di pistola, fornita dall’amico Francesco De Turris, ci sarebbero stati motivi di gelosia. L’uomo avrebbe poi fatto a pezzi il cadavere in un garage per mescolarlo con del cemento e nasconderlo sotto un massetto.

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La vittima, Vincenzo Ruggiero.

Il legale della famiglia Ruggiero, Luca Cerchia, ha lanciato un appello pubblico all’autorità giudiziaria affinché non aspetti oltre prima di restituire le spoglie del giovane.

Quanto al procedimento in corso invece i famigliari, tramite l’avvocato, hanno diramato questa nota: “Attendiamo la chiusura delle indagini preliminari ed il successivo rinvio a giudizio dell’omicida – si legge su Repubblicaauspicando che questi, ritrovando un barlume di dignità, voglia almeno risparmiarci di dover assistere al triste e patetico tentativo volto a far credere, ma invano, che la sua spietata e feroce condotta possa oggi condurlo ad una sorta di rimorso, o addirittura pentimento, che invece, nella nostra triste vicenda, avrebbe quale unico e solo fine quello di provare ad ottenere una riduzione della pena. Mai alcun segno di rimorso, men che meno di pentimento, potrà mai essere adombrato da un così feroce e spietato assassino, senza aver prima rivelato la verità non solo sulle macabre modalità di disfacimento del cadavere, ma anche e soprattutto circa i nomi degli altri soggetti che hanno certamente partecipato a tale agghiacciante distruzione. Senza un tale indispensabile presupposto, pertanto, la famiglia Ruggiero non potrà mai provare alcun senso di pietà per chi, purtroppo, pietà non ne ha affatto avuta nei riguardi di Vincenzo”.

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