Australia: a club gay il diritto di tener fuori gli etero

A uno dei più popolari nightclub gay di Melbourne un tribunale ha riconosciuto il diritto di negare l’accesso agli eterosessuali, per evitare fastidi ed “effetto zoo”.

MELBOURNE – Una sentenza volta a proteggere i diritti e la libertà d’espressione della minoranza GLBT (gay, lesbica, bisessuale e transgender) ha visto protagonista un dance club australiano, al quale il Tribunale civile amministrativo ha riconosciuto il diritto di negare l’accesso ai clienti non gay. Il locale in questione è il Peel Hotel, che nonostante il nome non è un albergo ma un disco-pub che sorge nel quartiere Collingwood di Melborune dove sono raggruppati molti ritrovi per la comunità GLBT.

Al Peel possono negare l’ingresso ai clienti non omosessuali per prevenire insulti e violenze basate sull’orientamento sessuale. Tra i problemi evidenziati dal manager della struttura Tom McFeely ci sono le serate di addio al nubilato, nel quale nutriti gruppi di donne sceglievano di andare nel locale gay per ritrovarsi in un ambiente esclusivamente maschile per divertirsi, con l’effetto collaterale però di far sentire i gay presenti un po’ come degli animali in uno zoo, anche da deridere e prendere in giro. Altre problematiche, comuni a molti locali gay, riguardano avventori etero che possono entrare in locali gay con intenti di provocazione e, magari dopo aver bevuto qualche birra di troppo, creare problemi di sicurezza.

Per il vice presidente della corte che ha emesso la sentenza, Cate McKenzie, l’esenzione alla legge sulla non discriminazione è stata concessa per «cerca di dare agli omosessuali uno spazio nel quale, senza inibizioni, potersi incontrare e socializzare tra di loro in un’atmosfera che sia assolutamente non minacciosa.» McFeely ha anche testimoniato in tribunale che il locale si riserva il diritto di rifiutare l’ingresso è sempre stato ben chiaro e visibile e che è sempre stato rispettato senza obiezioni. (Roberto Taddeucci)

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