Australia: la capitale introduce le Unioni Civili

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Il parlamento dello Stato della capitale australiana Canberra ha detto sì alle unioni civili registrate.

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CANBERRA – La prima legge sulle Unioni Civili aperte a gay e lesbiche è stata approvata dal governo dell’Australian Capital Territory (ACT), l’area dove si trova la capitale australiana Canberra. Si tratta di una vittoria particolarmente importante per il movimento LGBT di quel continente e la speranza è che possa innescare qualche cambiamento anche a livello federale, nonostante la decisa opposizione del primo ministro conservatore John Howard. La legge è denominata Civil Union Act 2006 e la sua approvazione è stata salutata con grande entusiasmo dal movimento dell’Australian Marriage Equality, il cui portavoce Peter Furness ha dichiarato: «Il governo laburista dell’ACT, guidato da Jon Stanhope, merita le nostre congratulazioni. Questa è una vittoria per le coppie dello stesso sesso non solo dell’ACT. Coppie da altre parti del paese possono adesso ricevere un riconoscimento formale e celebrare il loro amore e impegno reciproco in una cerimonia per l’unione civile che è riconosciuta.»
Diversi sono stati gli emendamenti introdotti all’ultimo minuto su pressione di alcune confessioni religiose e del governo federale, tra questi uno che specifica che tra i 16 e i 17 anni bisogna ottenere il permesso da un giudice per poter accedere all’unione, uno che limita gli ufficiali riconosciuti che possono condurre le cerimonie e uno che esplicita che le unioni civili non sono la stessa cosa del matrimonio e che l’ACT non riconosce i matrimoni same-sex contratti all’estero ma solo le unioni civili, come quelle esistenti in Gran Bretagna o nella vicina Nuova Zelanda. Nonostante queste modifiche è ancora possibile che il governo federale possa cercare di interferire in senso negativo sulla nuova legge, anche perché l’ACT (una piccola regione che si estende attorno alla capitale) è legalmente un Territorio e non uno Stato. I movimenti per i pari diritti civili gay e lesbici sperano tuttavia che altri stati seguiranno l’esempio, rendendo più difficile un intervento contrario dell’autorità federale. «Gli australiani sono sempre più consapevoli» ha detto Furness dell’Australian Marriage Equality, «e a disagio verso leggi che discriminino ed escludano le coppie gay e lesbiche. La maggior parte degli australiani vedrebbero interferenze federali su questa legge come una cosa ingiusta.» Altri stati australiani, come la Tasmania e il Nuovo Galles, riconoscono le coppie di fatto anche omosessuali in modo diversificato e i diritti derivanti variano da un posto all’altro. (RT)

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