Australia, trans nell’esercito: “Trattatele con rispetto”

Il capo delle Forze Armate australiane ha revocato il provvedimento che impediva alle persone trans di arruolarsi. Resistenze tra gli ufficiali che sono stati invitati a trattarle con dignità.

Il capo delle Forze Armate australiane, Angus Houston, ha emesso un’ordinaza lunedì scorso con la quale revoca la politica dell’esercito che, di fatto, impediva alle persone transgender di arruolarsi.

Le Forze Armate erano l’ultima agenzia governativa rimasta a licenziare i dipendenti perché avevano intrapreso il percorso di transizione. Il servizio di assistenza alle persone gay, lesbiche, bisex e transgender, il Defglis, sapeva che gli ufficiali avrebbero avuto difficoltà a comprendere.

Mentre le Forze Armate lavorano ad una nuova policy in merito a questioni di questo genere fin dallo scorso dicembre, l’ Air Chief Marshall Houston ha chiesto agli ufficiali maggiore comprensione chiedendo loro esplicitamente di trattare "le persone transgender all’interno delle Forze Armate con equità, rispetto e dignità e di assicurarsi che non siano oggetto di comportamenti inaccettabili".

Diciotto anni fa, le Forze Armate australiane hanno tolto il divieto per le persone gay di arruolarsi e due anni dopo iniziò a riconoscere le coppie omosessuali come famiglie. L’Australia, adesso, vuole seguire l’esempio di Spagna, Israele, Canada, Tailandia e Repubblica Ceca dove non solo le persone trans sono ammesse nell’esercito, ma vengono anche aiutate nel loro processo di transizione.

I militari gay, già da tre anni, sfilano con le loro famiglie durante i Pride australiani, ma aspettano ancora l’autorizzazione a farlo in divisa, come accade già per altre manifestazioni.

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