Avvocati greci minacciano di citare

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"Alexander", il colosso epico di Oliver Stone, rischia di essere portato in tribunale per inesattezze storiche da un gruppo di avvocati greci.

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NEW YORK – “Alexander”, il colosso epico di Oliver Stone, rischia di essere portato in tribunale per inesattezze storiche da un gruppo di avvocati greci. Tra le inesattezze che vengono imputate al film, il fatto che il protagonista, Alessandro, intrattenga rapporti sessuali sia con la moglie che con un amico d’infanzia.
“Voglio sottolineare – ha detto Yiannis Varnakos, il potravoce dei 25 avvocati greci pronti ad agire legalmente – che non abbiamo nulla contro gay e lesbiche, di cui rispettiamo i diritti come di ogni altra persona. La nostra reazione è dovuta solo alle macroscopiche inesattezze storiche, tra cui la bisessualità di Alessandro Magno”. Gli avvocati coinvolti hanno fatto sapere che il regista e la casa di produzione, la Warner Bros, non si sono documentati abbastanza sul personaggio storico.
Non si sono fatte attendere le repliche delle associazioni gay e del regista del film, che dal canto suo ha fatto sapere di aver usato come fonte la biografia dello storico inglese Robert Lane Fox, secondo il quale l’omossessualità era un’usanza comune tra i greci dell’epoca, soprattutto durante le campagne militari.
L’azione legale verrà sospesa fino alla prima visione della pellicola, prevista per il prossimo 3 dicembre in Grecia. La pellicola è stata invece presentata negli Stati Uniti lo scorso mercoledì, in occasione del Giorno del Ringraziamento, ed è già un flop ai botteghini: sesto posto nella classifica degli incassi con 21,8 milioni di dollari.

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