Baci gay in mezzo alla strada

Sono baci contro l’omofobia, un’altra protesta silenziosa e “amorosa” per le vie di Milano. L’iniziativa partita dalle pagine di Facebook è in programma per sabato 21 novembre in piazza Castello

Milano – La visibilità dei gay, mai come in questi mesi, si è fatta notare in tutte le città d’Italia, Milano e Roma in primis. Una visibilità lontana dai clamori e dai colori del gay pride, ma altrettanto massiccia e pacificamente potente, per contrastare e controbilanciare tutte le forme di violenza che si sono abbattute sulle nostre comunità. Dopo un’iniziativa analoga promossa dal collettivo universitario glbt Sui Generis de La Sapienza di Roma, svoltasi lo scorso ottobre, il cross kissing, cioè effusioni agli incroci stradali tra persone dello stesso sesso arriva anche a Milano. Il ritrovo è previsto per le ore 15 in piazza Castello.

L’idea del bacio in strada, tra persone dello stesso sesso o di sesso diverso, a volte in gruppo, per dire no all’omofobia e al sessismo è una formula più volte collaudata. Forse la prima di questo genere in Italia fu il Kiss 2 Pacs di alcuni anni fa, sempre a Roma, in piazza Farnese, di fronte all’ambasciata francese, per richiedere al governo italiano una legge sulle unioni di fatto.

Il cross kissing è una cosa un po’ più itinerante, molti dei baci vengono scambiati in modo appassionato per lunghi minuti, giusto il tempo di uno stop delle auto al semaforo, sulle strisce pedonali, ma in alcuni casi addirittura il traffico viene bloccato per qualche minuto. Il bacio è rigorosamente alla francese, con lingua per intendersi. Nelle precedenti manifestazioni gli automobilisti fermi al semaforo, stupiti di fronte agli insoliti baci, hanno cominciato a suonare il clacson, chiedendo poi con agitazione di passare con il verde. Ma al nuovo rosso, la performance è ricominciata. Un bacio che pian piano è diventato contagioso. All’iniziativa si sono aggiunte man mano altre persone, alcune hanno partecipato a un bacio a tre. Lo scopo dei promotori della manifestazione è quello di abituare l’opinione pubblica e il contesto sociale alle pubbliche effusioni anche tra persone dello stesso sesso.