Banda neonazista arrestata in Israele

Picchiavano ebrei con lo zuccotto, gay e stranieri. A capo della gang un 19enne che ha dichiarato: «non avrò pace fino a quando non avremo ucciso tutti».

Le loro vittime preferite erano lavoratori stranieri, ebrei ultraortodossi, omosessuali e punk. Li picchiavano, torturavano e umiliavano in tutti i modi possibili e, fieri delle loro retate, si filmavano mentre compievano le violenze.

Una banda composta da una decina di giovani neonazisti è stata sgominata in Isreale. I giovani erano immigrati nel paese dagli stati della dissolta Urss. Si tratta di giovani che hanno potuto immigrare in Israele assieme ai genitori avvalendosi di una clausola delle Legge del Ritorno che riconosce perfino ai pronipoti di un ebreo il diritto di stabilirsi nel paese e di ottenerne la cittadinanza.

A capo della rete, secondo la polizia, c’e’ un giovane di 19 anni, Eli Boanitov. Sarebbe stato lui a sceglierne i membri e a propagandare l’ideologia nazista, anche sul piano operativo.

«Sono un nazista e tale resterò fino alla fine e non avrò pace fino a quando non avremo ucciso tutti» ha affermato Boanitov, secondo gli inquirenti.

«La tragica ironia in questo caso è che i nazisti avrebbero mandato ai campi di sterminio tutti i componenti della rete con almeno un antenato ebreo», ha commentato in un comunicato l’Adl, la Lega contro la diffamazione degli ebrei.

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