Barak Obama vince le primarie: ecco come la pensa sui gay

di

Potrebbe essere il primo presidente nero degli Stati Uniti d'America. Ha battuto di lunghezza Hillary Clinton. Niente matrimoni gay, ma adozioni, unioni civili, esercito e nessuna discriminazione.

CONDIVIDI
Facebook Twitter Google WhatsApp
1802 0

I giochi sono fatti. Una battaglia durata mesi che, in qualsiasi modo fosse finita, avrebbe rappresentato una svolta epocale nella storia degli Stati Uniti d’America: un potenziale presidente nero oppure una candidata donna, entrambi rappresentanti di due categorie sempre escluse dalla Casa Bianca. E forse anche questo ha reso molto appassionante la sfida delle primarie. Alla fine l’ha spuntata Obama, con un ampio margine sull’ex first lady che fatica ad accettare la sconfitta. "Questa notte si chiude un viaggio storico e ne inizia uno nuovo che ci porterà un’America migliore" è stato il commento del felicissimo candidato premier che, con il fair play dei vincitori, della sua ormai ex rivale dice: "E’ una leader che ha ispirato milioni di americani con la sua forza e il suo coraggio. Io sono oggi un candidato migliore perché ho avuto l’onore di competere con Hillary Rodham Clinton".

Di difficoltà, Obama, ne ha dovute affrontare tante, comprese le facili allusioni sul suo nome, troppo simile a quello di Bin Laden, e alla sua presunta fede islamica, poi smentita.  E poi gli scontri, durissimi, con la senatrice Clinton. Non ultimi, i botta e risposta su temi come i matrimoni gay, i diritti delle persone LGBT, le adozioni per le coppie dello stesso sesso.

"Vi dirò che non credo nel matrimonio gay – ha detto in questi mesi Obama -, ma penso che i gay e le lesbiche debbano essere trattati con dignità e rispetto e che lo stato non li debba discriminare. Penso alle unioni civili, al diritto di visitare il proprio partner in ospedale e al diritto ad ereditare la proprietà del proprio compagno. Non penso che debba essere chiamato matrimonio, ma che ci sia un diritto ad essere riconosciuti come coppia dallo stato". 

erfino uno dei suoi manifesti elettorali è stato dedicato interamente ai diritti delle persone LGBT. Il testo recitava: "È passato molto tempo dalla rivolta di Stonewall del 1969. E c’è ancora tanta strada da fare. Troppo spesso la questione dei diritti di gay, lesbiche e transgender è usata da chi cerca di dividerci. Ma il succo del problema è su chi noi siamo come americani. E se questa nazione sta andando verso la promessa di far vivere tutti i suoi cittadini con dignità e rispetto".

In altre occasioni, sempre durante le votazioni che hanno attraverato tutti gli States, il senatore dell’Illinois si era anche pronunciato a favore delle adozioni per le coppie omosessuali.

In ambito militre, poi, l’ormai candidato premier dei democratici ha dichiarato di voler abolire la politica del "Don’t ask, don’t tell" che permette a gay e lesbiche di entrare nelle forze armate statunitensi, a patto di non palesare il proprio orientamento sessuale. L’idea è quella di togliere il divieto di dichiarare di essere omosessuali ai militari. "Il requisito fondamentale per il servizio militare – ha dichiarato – dovrebbe essere il patriottismo, il senso del dovere e la volontà di servire gli Stati Uniti d’America", ha detto in propodito il senatore.

Obama ha anche dichiarato di volere inserire l’orientamento sessuale e l’identità di genere nel cosiddetto "Employment Non-Discrimination Act", ovvero la norma che vieta ogni discriminazione sul posto di lavoro. Da senatore, il candidato democratico ha sponsorizzato l’allargamento delle norme sui crimini di odio a quelli commessi contro le persone LGBT a causa del loro orientamento sessuale.

Barak Obama ha celebrato ufficialmente la sua vittoria nello stesso palazzetto dello sport dove a settmbre, la convention repubblicana proclamerà l’omofobo John McCain candidato ufficiale del partito per la Casa Bianca. Un gesto che la dice lunga su quanto sia agguerrito il potenziale primo presidente nero della storia degli USA.

Tutti gli articoli su:

Commenta l'articolo...