Bari: 18enne gay si butta sotto un treno

di

Il ragazzino non si sentiva accettato dai genitori. Tragedia a Bari

CONDIVIDI
900 Condivisioni Facebook 900 Twitter Google WhatsApp
8266 4

L’ennesima tragedia, l’ennesima giovane vita spezzata a soli 18 anni per una questione di identità e accettazione. È successo a Bari, dove un ragazzino (lo chiameremo Paolo ma è un nome di fantasia) si è suicidato buttandosi sotto un Frecciabianca diretto alla stazione, a pochi metri dalla casa dei genitori adottivi.

La storia è ancora più sconvolgente se si considerano gli antefatti: stando ai compagni di scuola, Paolo aveva inviato già un mese fa delle richieste di aiuto via messaggio a dei suoi amici, rimaste inascoltate. Si sentiva emarginato da casa poiché, a quanto pare, non era stato accettato il suo coming out e la sua relazione con un coetaneo. Altri parlano di violenti episodi di bullismo, molto probabilmente a sfondo omofobico. Stava anche frequentando uno psicologo, e in passato si erà già rivolto ai servizi sociali e ai Carabinieri per denunciare i fatti. Quel che è certo è che nessuno ha avuto la voglia né il coraggio di ascoltare il povero ragazzino.

Paolo è adottato, adottato perché il suo padre naturale nel Paese d’origine (non italiano) era un pericoloso criminale. Dopo aver passato otto anni in un orfanotrofio viene accolto da una coppia di professionisti baresi senza figli. Sembra però che la sua sessualità non fosse stata accettata a pieno: ci sarebbero gli audio delle litigate con mamma e papà mandati agli amici, le attenzioni mancate, le frasi pesanti: “avremmo dovuto prendere un altro all’orfanotrofio“. Poi la sera della morte, i messaggi scambiati col piccolo fidanzatino: “Cucciolo mio, ti amo perdonami ti amo”. “Per cosa?”. Silenzio.

La Procura e la Polizia ferroviaria stanno indagando su tutto questo: per i genitori si è trattato di un incidente provocato dalla distrazione del ragazzo. Ma c’è sicuramente qualcosa di più. I suoi compagni gli hanno donato un cuore, fatto di roselline bianche, con scritto “Gli amici della 5 E”.

Il cuore di Paolo invece, dopo essere stato lacerato da soprusi e dolore, è stato dilaniato dal passaggio di un treno. Questo non può più accadere, non a quell’età e non nel 2016. Le cose devono cambiare, anche attraverso la subitanea approvazione del decreto sulle unioni civili, per far sì che i giovani come lui possano avere un futuro.

Leggi   Roma, negato il lavoro perché lesbica: 'a noi servono donne, non maschi mancati'
Tutti gli articoli su:

Commenta l'articolo...