Bari: aggrediti tre ragazzi da un gruppo di minorenni

Continuano gli episodi di violenza. Un ragazzo gay e le sue due amiche sono stati aggrediti da tre minorenni mentre passeggiavano per una strada centrale della città tra l’indifferenza dei passanti.

Di nuovo violenza omofoba e di nuovo indifferenza. Il teatro dell’aggressione, questa volta, è Bari dove sabato scorso (ma la notizia si apprende solo adesso) tre ragazzi appena diciassettenni stavano camminando tranquillamente per strada quando sono stati aggrediti da altri tre giovani, probabilmente minorenni. Le vittime, due ragazze e un ragazzo gay, sono dovute ricorrere alle cure dei medici del pronto soccorso. A raccontare l’aggressione è una delle due ragazze che scrive al sito di informazione locale Barinedita.

I tre amici camminavano lungo una via centrale del capoluogo pugliese, via Cavour, intorno a mezzanotte quando si sono visti avvicinare da quelli che non sapevano ancora sarebbero diventati i loro aggressori.

Hanno subito capito che non avrebbero potuto aspettarsi niente di buono ed hanno accelerato il passo. Non è bastato a fermare i tre bulli che hanno iniziato a schiaffeggiare il ragazzo. Poi iniziano i pugni e una delle due ragazze decide di intervenire, tra l’indifferenza dei passanti, per tentare di fermare l’aggressione. “Guarda che ti picchiamo anche se sei ragazza!” le dicono i bulli. E così è stato. Un pugno dritto allo zigomo colpisce la ragazza che voleva solo difendere il suo amico e per questo riceverà un altro pugno in faccia.

“E la gente continua a passare, senza intervenire” racconta Emanuela, questo il nome della giovane, nella sua lettera.

La conclusione del racconto lascia l’amaro in bocca ed ha tutta la rabbia di chi si è trovato davanti ad una violenza immotivata e omofoba. “Sono indignata. Ma anche spaventata – scrive -. Perché la violenza fisica in Italia esiste (…). Ma accanto alla violenza c’è l’omertà e il disinteresse verso il prossimo dei cittadini senza coscienza. Il danno è enorme. Nessuno di noi è mai al sicuro e comprendere questo mi terrorizza”.

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