Bari: gli avvocati dicono sì al registro

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Il Comitato pari opportunità dell'Ordine forense di Bari interviene all'interno del dibattito sull'istituzione in città di un registro delle unioni civili.

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BARI – Il Comitato pari opportunità dell’Ordine forense di Bari interviene, con una lettera inviata al sindaco, ai consiglieri comunali e al presidente della Commisssione pari opportunità del Comune del capoluogo pugliese, all’interno del dibattito sull’istituzione in città di un registro delle unioni civili. Secondo i giuristi, il registro ha anche un fondamento giuridico, oltre che “culturale o sociale o politico”: «nessuno, parlando di riconoscimento delle unioni civili, ha inteso né preteso equiparare ad esse “la famiglia fondata sul matrimonio” – ha affermato Claudia Romanelli, presidente del Comitato – È bene ricordare che il fatto che la Costituzione riconosca i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio non costituisce impedimento alla istituzione del registro delle unioni civili».
Secondo l’avvocato Romanelli, la Costituzione non pone alcun ostacolo al riconoscimento delle unioni civili: «La famiglia fondata sul matrimonio e tutelata dall’art. 29 della Costituzione non è l’unica tipologia familiare con la quale confrontarsi. La famiglia affettiva rientra tra le formazioni sociali garantite dall’art. 2 della stessa Costituzione»
Mercoledì prossimo si terrà la seduta dell’assemblea cittadina nella quale sarà discusso l’ordine del giorno che prevede la nomina di una sottocommissione con il compito di predisporre la proposta di integrazione dello statuto comunale che preveda l’elenco anagrafico delle unioni civili.

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