Quinto BIGff: alla scoperta del cinema ellenico grazie al focus sulla Grecia

La crisi e la famiglia al centro dei corti greci del Bari International Gender Film Festival. Ma c’è anche la performance di Reverso e Les Iles.

È un cinema che conosciamo poco, quello ellenico queer, e se trascuriamo le opere eccentriche di Yorgos Lanthimos, quasi nulla arriva sui nostri schermi. Aiuta a far chiarezza sul tema il bel focus Greek Guerrilla del quinto Bari International Gender Film Festival in corso di svolgimento presso l’Anche Cinema. Iera sera è stata presentata, alla presenza degli autori, una selezione di corti greci in collaborazione con l’Outview Film Festival di Atene.

Nel sintetico Half Life di Nicolas Pourliaros il tema dominante è la crisi, evidentemente ancora presente in una fascia della popolazione greca: rimasto senza soldi, un ragazzo gay è disposto a qualsiasi cosa pur di ottenere il sussidio di disoccupazione. Attraverso un bianco e nero contrastato, il regista ci immerge nel dramma del protagonista con brusca consapevolezza e colpisce nel segno.

Atmosfere più distese nel fiabesco Goldfish (Pesce rosso) di Yorgos Angelopoulos. Nel giorno del suo compleanno, un bimbetto gradirebbe come regalo un pesce rosso. Il padre esaudisce il desiderio del figlio ma quando scopre che il piccolo vuole chiamarlo Tom “come Tom Daley, il nuotatore olimpico che ha fatto coming out” s’infuria e decide di farlo sparire in un torrente. Ma è la volta del bimbo a sparire e preoccupare l’intera famiglia. La tematica dell’omosessualità nell’infanzia ci ha dato almeno un capolavoro, il belga Ma vie en rose, e anche qui è affrontata con toni tenui e garbati. Il messaggio veicolato è che attraverso l’amore e la comprensione si può accettare l’omosessualità come una variante naturale dell’esistente.

Unconditional Love di Georgios Evangellopoulos è un inno alle famiglie omoparentali e racconta di una ragazza che riscopre l’infanzia all’interno di un baule dove sono conservati i ricordi più affettuosi tra cui un amato coniglio di pezza. L’amore che hanno saputo donare le due mamme non ha certo nulla da invidiare a qualsiasi famiglia eterosessuale.

È invece un porno d’autore, So quiet di Maria Katsikadakou, analisi della ‘performatività’ di una vagina attraverso lunghi primi piani di sessi femminili alternati a tunnel di vario genere e immagini similari. Si tratta di un lavoro esplicitamente ispirato ad Antonio Da Silva, autore portoghese specializzato nell’hard sofisticato.

Il focus si è concluso col simpatico Welcome to Athens, finto spot turistico in chiave queer dove per invogliare il pubblico gay a visitare la terra ellenica c’è un pornostar in costume, una coppia che fa sesso en plein air, un travestito che si gusta vogliosamente un’insalata greca e via dicendo.

Prima del focus, abbiamo potuto assistere a un’ipnotica performance di Reverso seguita alla proiezione del corto ‘The beauty of Reverso’, interessante artista cileno di stanza a Berlino che fa della multidentità la sua bandiera. Attraverso l’uso di un coltello che sembra vivisezionare le sue varie personalità, Reverso si spoglia poco a poco dei vestiti/orpelli per farsi scoprire dal pubblico.

Si è infine visto Les Iles (Le Isole), corto di Yann Gonzalez onirico come d’abitudine e una sorta di anticipazione di Un couteau dans le coeur: una coppia etero viene interrotta da un terzo col viso deforme che si unisce al banchetto erotico, reiterato in un luogo di battuage dove una ragazza registra su nastro le frasi amorose che vengono scambiate per poi eccitarsi in solitudine.