Bari: “Sei un ricchione di merda, non mettere piede in zona”

Con queste parole un gurppo di giovani ha insultato oggi il vicepresidente di Aricgay Bari mentre usciva da un bar. I ragazzi lo avevano visto al banchetto allestitio all’Università contro l’omofobia.

Il vicepresidente dell’Arcigay di Bari, Flavio Di Venosa, è stato oggetto oggi nel capoluogo pugliese, nel quartiere Poggiofranco, di una intimidazione compiuta da un gruppo di circa otto persone. Lo denuncia una nota dell’Arcigay Bari. Il gruppo – secondo quanto è detto nel comunicato – ha fatto riferimento al banchetto informativo che Arcigay ha allestito nel Politecnico di Bari in occasione della Giornata Internazionale contro l’Omofobia, il 17 maggio scorso: "Eri tu – hanno detto i giovani rivolgendosi a Di Venosa che in quel momento usciva da un bar – che rompevi i coglioni l’altro giorno in facoltà con il banchetto Arcigay? Ci fai schifo, sei un ricchione di merda e gente come te in giro non la vogliamo. Non mettete più piede in zona". Ai giovani omofobi, il vice presidente dell’Arcigay ha risposto con ironia, dicendo: "Se proprio vuoi insultarmi dammi dell’eterosessuale, perché se mi dici ricchione, frocio o checca, non posso far altro che darti ragione e in più non mi ferisce. E’ come se mi chiamassi per nome e non mi sento insultato se mi chiami con il mio stesso nome".

"Quanto è accaduto oggi – sostiene nella nota il presidente di Arcigay Bari, Francesco Camasta – dimostra che l’omofobia è un problema culturale e che esiste anche dalle nostre parti: appena noi gay usciamo allo scoperto, la stessa omofobia viene fuori, questa volta solo con la violenza verbale, ma sempre di violenza ed intimidazione si tratta". "Le istituzioni – continua Camasta – non devono abbassare la guardia, al nostro paese serve una legge contro l’omofobia, che educhi i cittadini al rispetto delle diversità e reprima gli atti di odio. Mentre il Parlamento dorme, mi aspetto che la Regione Puglia, nell’ambito delle proprie competenze, approvi con urgenza una legge contro le discriminazioni basate sull’orientamento sessuale, sul modello della Regione Toscana".

"Esprimiamo la solidarietà e la vicinanza di tutta Arcigay a Flavio Di Venosa e vorremmo che le Istituzioni locali facessero immediatamente altrettanto – ha dichiarato Paolo Patanè, Presidente nazionale di Arcigay -. La coincidenza di questa aggressione con la Giornata mondiale contro l’omofobia non è casuale e testimonia quanto una maggiore visibilità gay scateni l’omofobia che cova nel ventre del Paese. Il nostro desiderio di vivere alla luce del sole non arretrerà di un millimetro di fronte a questi atti di intimidazione. Il Pride Nazionale di Napoli del 26 giugno prossimo sarà un momento per tutto il Paese per affermare con forza il coraggio, l’orgoglio e la bellezza della visibilità gay. Servono urgentemente anticorpi contro l’omofobia e vediamo con favore il varo, in Toscana, di un assessorato contro l’omofobia. Ci impegnamo fin da subito perché tutte le regioni si dotino di strumenti utili alla lotta contro l’omofobia e la discriminazione. Le Regioni, se antiomofobe, battano un colpo".

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