Bari: unioni civili omosessuali riconosciute all’anagrafe

Il Sindaco di Bari ha annunciato che le coppie conviventi legate da vincoli affettivi potranno vedere riconosciuta la loro unione dall’ufficio dell’anagrafe.

BARI – Anche il comune di Bari, come molti altri in Italia, ha deciso di istituire un’anagrafe delle unioni civili di fatto, tenendo conto dei vincoli affettivi senza distinzione tra unioni omosessuali ed eterosessuali. Lo ha deciso il Sindaco Michele Emiliano con proprio atto amministrativo che riporta le relative disposizioni a cui dovranno attenersi i delegati alle funzioni di Ufficiale d’Anagrafe della Ripartizione Servizi Demografici. Il Comune ha reso note nello specifico le norme per l’ iscrizione al registro, secondo le quali all’atto della richiesta di costituzione di famiglia anagrafica, dovrà essere raccolta e trascritta formalmente, oltre alla indicazione dell’intestatario, anche il tipo di vincolo che motiva la richiesta stessa; nel caso di coabitazione per “vincoli affettivi”, la richiesta di costituzione di famiglia anagrafica dovrà essere sottoscritta da ambedue gli interessati, alla presenza dell’Ufficiale d’Anagrafe incaricato; i componenti della famiglia anagrafica, anche separatamente, possono richiedere il rilascio di una attestazione che riporti quanto da loro dichiarato all’Ufficiale d’Anagrafe incaricato, che vi provvede previa verifica della sottoscrizione di entrambi i richiedenti, nonché dell’esistenza dello stato di coabitazione degli interessati stessi, sulla base della documentazione esistente agli atti; nel caso in cui la richiesta sia presentata da persone che già costituiscono famiglia anagrafica, ma per le quali non esiste la dichiarazione formalmente sottoscritta, l’Ufficiale d’Anagrafe incaricato farà sottoscrivere agli interessati la conferma di coabitazione per vincoli affettivi, contestualmente alla richiesta di attestazione.

Soddisfazione per questa disposizione è stata espressa dal consigliere del sindaco per le Pari opportunità e presidente provinciale Arcigay, Enrico Fusco, secondo il quale «nei limiti delle proprie competenze» il Comune ha dato «il suo contributo per portare Bari e l’Italia più vicine agli standard europei. Sono queste le azioni positive che le amministrazioni locali possono e devono assumere, per combattere dal basso l’intolleranza e il pregiudizio.» Molto positivo anche il commento di Rossana Praitano, Presidente del Circolo Mario Mieli di Roma, secondo cui «Questa normativa pone Bari al livello delle maggiori città europee in quanto a riconoscimento paritario di tutti i cittadini senza distinzioni di orientamento sessuale o di genere. Anche i Comuni del Mezzogiorno iniziano a recepire le istanze di una parte della popolazione che chiede pari diritti per tutti; ancora più importante che la lotta contro il pregiudizio e la discriminazione trovi gli alleati più congeniali nelle Istituzioni ed Amministrazioni locali che più di ogni altro possono agire nel tessuto sociale locale: per questo motivo ci auguriamo che l’esempio di Bari possa essere presto emulato da tanti altri Comuni, Roma in testa. Auspichiamo per questo – conclude Praitano – un intervento del Sindaco di Roma, Walter Veltroni, in quanto candidato leader del nascente PD, che dia l’esempio e sia di sprone per il raggiungimento della pari dignità di tutti e tutte.»  (Roberto Taddeucci)

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