Basilicata, approvata mozione “anti gender” coi voti favorevoli del Pd

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Nelle scuole bisognerà insegnare che la famiglia è quella fatta da un padre e una madre.

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Il Consiglio Regionale della Basilicata ha approvato con otto voti a favore, sei contrari e un astenuto, una mozione che punta a contrastare la cosiddetta “teoria del gender” nelle scuole, che in realtà altro non è che la promozione di progetti contro il bullismo omotransfobico e l’insegnamento del rispetto di tutti, ognuno con la sua specificità. La mozione, passata grazie al voto favorevole di due consiglieri del Pd (Miranda Castelgrande e Spada) e all’astensione di un altro dem (Giuzio), è stata proposta dal consigliere Aurelio Pace del Gruppo Misto e sottoscritta, tra gli altri, da Carmine Miranda Castelgrande del Pd.
“La teoria del gender – si legge nel testo della mozione secondo quanto riporta il sito della Regione Basilicata – afferma che le differenze biologiche tra maschio e femmina hanno poca importanza e ciò che conta sarebbe il proprio ‘genere’, ossia la percezione che una persona avrebbe di sé. Essa vuole insomma che tutti noi, compresi i bambini, non diciamo più ‘io sono maschio’ o ‘io sono femmina’, ma ‘io sono come mi sento’. In alcune scuole vengono proposte e si vorrebbero imporre per legge, fiabe come ‘perché hai due mamme’, ‘perché hai due papà’, che indirettamente invitano i bambini e gli studenti a ‘scegliere il proprio genere’, ignorando le proprie origini biologiche. Questo tipo di insegnamento oggettivamente confonde e ferisce la crescita e l’innocenza dei bambini”.

Il provvedimento chiede che nelle scuole “sia oggetto di spiegazione e di studio la ragione per la quale la nostra Costituzione, all’art.29, privilegi la ‘famiglia come società naturale fondata sul matrimonio’, della quale ‘riconosce’ gli speciali diritti, diversamente da ogni altro tipo di unione e si educhi a riconoscere il valore e la bellezza della differenza sessuale e della complementarietà biologica, funzionale, psicologica e sociale che ne consegue. In questo modo gli studenti impareranno anche che la madre e il padre, nella famiglia, ancor più che nel mondo del lavoro o in altri contesti, apportano la loro propria e insostituibile ricchezza specifica“.
Un voto che qualcuno non ha esitato a definire “schizofrenico” se si pensa che solo due giorni prima lo stesso consiglio aveva approvato un’altra mozione che impegna la giunta regionale e il presidente “a predisporre, attraverso gli uffici regionali gli atti amministrativi utili all’adesione della Regione Basilicata alla Rete RE.A.DY” ovvero la Rete Nazionale delle Pubbliche Amministrazioni Anti Discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere.
Non è la prima volta che mozioni del genere vengono approvate, se non addirittura proposte, da rappresentanti del Pd. Era già successo a Reggio Calabria , a Pordenone, a San Donato e a Faenza .

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