Basket. Tim Hardaway: Odio i gay, non li voglio intorno

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Nuove evidenze dell’omofobia imperante nel mondo dello sport. Hardaway esprime tutto il suo odio verso i gay, poi prova a fare retromarcia quando la cosa gli si ritorce...

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MIAMI, Florida – Il giocatore di basket NBA Tim Hardaway (nella foto) ha commentato il recente ‘coming out’ del collega John Amaechi dando libero sfogo, durante un’intervista radiofonica, a tutta la sua sprezzante omofobia: «Sapete, odio le persone gay – ha detto Hardaway – che si sappia. Non mi piacciono i gay e non mi piace essere circondato da gente gay, sono omofobico. Mi fa schifo. Non dovrebbe esistere nel mondo o negli Stati Uniti.» Riferendosi a Amaechi ha aggiunto: «Prima di tutto non lo vorrei nella mia squadra e poi, se fosse nel mio team, io mi terrei bene a distanza da lui perché…non penso sia giusto. Credo che non dovrebbe essere nello spogliatoio mentre ci siamo anche noi. Se ci sono 12 altri giocatori nello spogliatoio sarebbero disturbati, non potrebbero concentrarsi e sarebbero costantemente preoccupati per la sua presenza. Sarebbe davvero duro accettarlo come un compagno di squadra.»
Fa rabbrividire che queste parole vengano dalla bocca di un uomo di colore in un paese nel quale, fino a pochi decenni fa, i bianchi non volevano i neri nei loro stessi locali e mezzi di trasporto e usavano sostanzialmente le stesse argomentazioni per emarginarli: ci fanno schifo, ci sentiamo a disagio, teniamoli a distanza. John Amaechi dal canto suo ha commentato che almeno queste dichiarazioni hanno fatto emergere quello che è un atteggiamento comune nell’ambito dello sport e che penalizza fortemente gli atleti non eterosessuali: «Finalmente qualcuno è stato onesto. – ha detto il cestista gay alla Espn – Possiamo definire ridicole, assurde le dichiarazioni di Hardaway ma almeno è stato sincero. Ha avuto il merito di illustrare il problema. Sono questo genere di reazioni che non permettono a molti gay o lesbiche di rivelare il proprio orientamento sessuale.» Parlando altrove Amaechi ha aggiunto: «Le sue parole (di Hardaway, ndr) avvelenano l’aria. Creano un’atmosfera che permette che giovani gay e lesbiche siano maltrattati a scuola, un’atmosfera che fa si che in 33 Stati tu possa perdere il tuo lavoro e dove argomenti anti-gay e lesbiche siano usate per scopi politici. Tutto questo danneggia tutti noi, non solo i giovani omosessuali.» Amaechi ha anche detto che da quando ha parlato pubblicamente del suo essere gay è stato molto felice di ricevere parole di sostegno dall’allenatore dei Boston Celtics, Doc Rivers, che lo aveva allenato in passato.
Per il presidente della Gay & Lesbian Alliance Against Defamation, Neil Giuliano, «I commenti di Hardway sono vili, ripugnanti e indicativi del clima di ignoranza, ostilità e pregiudizio che continuano a permeare la cultura sportiva.» Matt Foreman, presidente della National Gay & Lesbian Task Force, sottolinea che «Hardaway è un eroe per migliaia di giovani, è questo che rende i suoi commenti così preoccupanti.» A seguito dell’effetto boomerang delle sue dichiarazioni d’odio Hardaway ha provato a fare retromarcia, andando a Fox News a dire di avere sbagliato a dire quello che ha detto. Che si sia improvvisamente convertito alla tolleranza e al rispetto? Piuttosto a seguito della sua sortita la NBA ha annunciato di non volerlo più all’imminente All Star Week-end e il cestita probabilmente comincia a pensare che la gaffe potrebbe incidere negativamente sui suoi introiti. Lo si potrebbe considerare un effetto collaterale alla sua intolleranza, che forse gli insegnerà a portare ai ‘diversi’ che tanto lo disgustano un po’ di quel rispetto per il quale il movimento dei neri d’america ha faticosamente lottato. (Roberto Taddeucci)

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