Bellillo: sul Pacs la Chiesa ha commesso autogoal

“Quando la Chiesa interviene in un modo così pesante sulle libertà individuali, viene meno al principio della solidarietà che la dovrebbe contraddistinguere sempre”.

ROMA – “Quando la Chiesa interviene in un modo così pesante sulle libertà individuali, oltre a provocare una sorta di odiosa ingerenza nelle questioni proprie dello Stato, commette un grave e pesante autogol: viene meno, in buona sostanza, al principio della solidarietà che la dovrebbe contraddistinguere sempre”. È quanto ha affermato Katia Bellillo, responsabile dei diritti civili del Partito dei comunisti italiani, in un’intervista al giornale online Diario21.

Alla domanda: “nelle parole di Ruini pare che qualcosa si muove nella Chiesa?”, Bellillo ha detto: “È troppo poco quello che si muove. Vorrei chiedere a Ruini cosa significa parlare di ‘diritto comune’? Qui parliamo di sentimenti, di amore, di passione tra persone che decidono di regolamentare la loro convivenza dal punto di vista giuridico e che chiedono allo Stato di essere tutelati. Le ‘unioni di fatto’ sono ‘un fatto’, punto. Il cardinale, che è anche un fine giurista, Mario Francesco Pompedda, lo ha detto chiaramente: ‘dai fatti nascono diritti e doveri reciproci ed è giusto e doveroso che lo Stato li regoli. Ignorarli non mi sembra opportuno nè concepibile secondo diritto’. Un ragionamento che fila via liscio come l’olio”.

Sull’idea di Rutelli dei Ccs, l’esponente del Pdci ha affermato: “La proposta di Rutelli oltre a essere uno schiaffo in faccia alla aspettative di tanti uomini e donne, non tiene conto di un cambiamento che investe la nostra società, riguardo la natura delle unioni, siano esse tra etero o omosessuali”.