Belluno, ragazzo insultato e aggredito perché gay

L’ultima denuncia di omofobia arriva da Ponte nelle Alpi, comune con poco più di 8000 abitanti della provincia di Belluno, in Veneto.

Prima settimana del 2018 e nuovo caso di omofobia nel Bel Paese. L’ultima denuncia arriva da Ponte nelle Alpi, comune con poco più di 8000 abitanti della provincia di Belluno, in Veneto. Come riportato dal CorriereAlpi, un ragazzo di 30 anni è stato prima insultato e alla fine aggredito in un locale, venerdì sera.

Il giovane (M.B. le sue iniziali) era in compagnia di amiche ed amici, quando è stato immotivatamente attaccato perché gay.

«È la prima volta che mi capita una cosa del genere, e mai mi sarei aspettato che capitasse». «Ero in un locale con alcuni amici, stavamo ridendo, scherzando, ballando. Verso l’1 una donna sulla quarantina ha iniziato a urlarmi contro “Tu sei un frocio”. Continuava a ripeterlo. Io le ho chiesto perché mi stesse dicendo quelle cose: non la conosco, non l’ho mai vista prima e nemmeno i miei amici sapevano chi fosse, anche se nei paesi ci si conosce un po’ tutti. È stata una violenza gratuita». «Mi diceva anche “You are a fucking gay”. C’era una persona con lei, le diceva di smetterla, di andarsene, ma lei ha continuato. Poi, ad un certo punto, non saprei spiegare bene come perché è successo tutto nell’arco di pochissimi minuti, mi sono trovato con la faccia sanguinante perché mi è arrivato un bicchiere addosso, con dentro tutto il contenuto».

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Dalla violenza verbale la situazione è quindi presto degenerata, diventando improvvisamente fisica.

«I proprietari del locale mi hanno subito aiutato. Mi hanno portato in bagno per medicarmi e mi hanno convinto ad andare in ospedale. Sono lesioni superficiali, ed è una fortuna visto che sono stato colpito appena sotto l’occhio».

Corso al Pronto soccorso del San Martino, il ragazzo è andato prima in Questura e poi al comando dei Carabinieri per sporgere denuncia. Passate quasi 48 ore da quella folle notte, la vittima non ha ancora trovato una motivazione per una simile esplosione di odio.

«Non riesco a darmene una spiegazione, non so perché quella persona abbia iniziato ad insultarmi. Non l’ho toccata, non l’ho urtata inavvertitamente, penso di non averla neppure vista prima che lei cominciasse ad offendermi». «Penso che in un paese civile, come il nostro, non dovrebbero capitare cose del genere».