Ben 350 emendamenti: tutto in salita per la legge contro l’omofobia

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Avvenire parla di "rispetto delle opinioni" e Beppe Fioroni (Pd) li definisce "emendamenti di buon senso". Una valanga di emendamenti in Commissione Giustizia rende impervio l'iter della legge.

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Eugenia Roccella

Eugenia Roccella

Sono 350 gli emendamenti presentati in Commissione Giustizia della Camera sulla legge contro l’omofobia e la transfobia la cui discussione dovrebbe iniziare in aula il 22 luglio prossimo. Un numero, come fa notare SinistraEcologia e Libertà, degno di una legge finanziaria.A proporre il maggior numero di modifiche al testo, di cui è relatore Ivan Scalfarotto, sono stati soprattutto i deputati del Pdl (tra cui Eugenia Roccella), quelli di Scelta civica (tra cui Paola Binetti) e quelli della Lega. Non mancano anche emendamenti proposti dal Pd, ad esempio da Beppe Fioroni.
Secondo quanto riporta il quotidiano dei Vescovi, Avvenire, le proposte di modifica presentate servirebbe “a evitare che la legge diventi strumento di imposizione di modelli culturali uniformanti e non condivisi. Spedendo in tribunale chi, per esempio, considera peccato la pratica omosessuale. Altri punti contestati (e per i quali si propongono modifiche) sono l’introduzione dell’identità di genere e il divieto di associazione”. Si contesta, ad esempio, la richiesta di scioglimento delle associazioni omofobe, oppure si chiede che le sanzioni previste non vengano applicate nel caso in cui le idee ritenute omofobe o transfobe vengano “diffuse limitatamente all’ambito educativo, didattico, accademico, scientifico, letterario, teologico, catechistico, purché non incitino alla discriminazione, all’odio o alla violenza”.

Paola Binetti

Paola Binetti

In sostanza non si possono applicare ad insegnanti nello svolgimento del loro lavoro, ai religiosi, a scrittori, giornalisti e scienziati. Infine, alcuni emendamenti chiedono che non si applichi la legge in caso di “selezione di persone per incarichi di lavoro o per l’ammissione a corsi di insegnamento e formazione all’interno di agenzie educative, formative, culturali o religiose, se intesa ad evitare l’inclusione di persone che sostengano o propagandino orientamenti di natura ideologica, culturale o religiosa in contrasto con i valori e le finalità che caratterizzano l’agenzia stessa”.
La strada del testo, dunque, si presenta tutta ins alita, come era prevedibile, anche se Beppe Fioroni ha dichiarato ad Avvenire che l’approvazione di questi “emendamenti di buon senso non è per nulla scontata”.
Intanto, Arcigay, Arcilesbica, Agedo, Famiglie Arcobaleno, Mit, Associazione Radicale Certi Diritti e Equality Italia, in un documento comune chiedono che si si vada subito al voto. ”Dopo decenni di attesa, le persone gay, lesbiche e trans esigono una legge, non una mezza legge – scrivono le associazioni – . E la esigono in tempi brevi”. “In quella legge – spiegano – devono necessariamente trovare tutela tutti gli orientamenti sessuali e le identità di genere. Non solo: attraverso quella norma devono essere perseguiti non soltanto le discriminazioni ma anche tutti i reati di origine omotransfobica. In questa direzione devono essere attuati gli emendamenti”.

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