Bergoglio nomina cardinale Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna pro LGBT+

Il futuro cardinale, ordinato il prossimo 5 ottobre, è una figura interessante per le sue posizioni riguardo la comunità LGBT.

Una nomina importante per la comunità LGBT, quella di Matteo Maria Zuppi, che da arcivescovo di Bologna diventa cardinale. Il 64enne, negli ultimi anni ha fatto parecchia strada, prima venendo nominato vescovo ausiliare di Roma da papa Benedetto XVI a fine 2012, poi promosso a arcivescovo di Bologna da papa Francesco, il 27 ottobre 2015. A 4 anni dopo, ecco l’ultimo grande passo: la nomina a cardinale. Una figura interessante, quella del futuro cardinal Zuppi, il quale ha operato nelle periferie romane e come negoziatore di pace nei paesi più pericolosi della Terra, tra cui il Mozambico. Grande apertura poi anche nel tema immigrazione, oltre a essere contrario ai decreti sicurezza approvati dal decaduto governo giallo-verde.

Ma oltre al suo impegno solidale e a difesa degli ultimi, Zuppi può vantare di essere visto come uno degli uomini di chiesa più “friendly” d’Italia. Difatti, il cardinale si è speso anche nell’accoglienza e nel dialogo con la comunità LGBT, portando avanti la lotta contro tutte le ingiustizie e contro l’omofobia. Una figura diversa da quelle che siamo abituati a sentire, a cominciare dalle giravolte di papa Francesco sulla questione LGBT.

Sarà ordinato cardinale, assieme agli altri, il 5 ottobre. 

Soddisfazione dal mondo politico per la nomina di Zuppi

Molti politici di centro-sinistra hanno voluto fare i loro auguri al neo cardinale. Prima fra tutte, Monica Cirinnà, che ha ripreso un suo intervento dove parlava della necessità di creare una patorale per i cattolici omosessuali, riportando “Questione pastorale non ideologica, se no diventa complessa ed è meglio lasciar stare“. Anche Pierluigi Bersani e Paolo Gentiloni esprimono una grande soddisfazione, sia per il fatto che sia italiano sia per l’impegno nei confronti dei più deboli. 

Fuori dalla politica, è intervenuti tra gli altri anche Michela Murgia:

Poche notizie mi hanno messo mai di buonumore quanto quella di Matteo Zuppi che diventa cardinale. La Chiesa col grembiule, come la chiamava Tonino Bello, esiste e persiste, ma quasi mai quel grembiule è stato rosso porpora negli ultimi 30 anni. C’è speranza.

Molti coloro invece che non sono contenti, a partire dai giornali di ispirazione cattolica, poco convinti nella figura del cardinal Zuppi. Il progressismo all’interno della Chiesa non è mai stato visto di buon occhio.