Bergoglio torna sulla “teoria gender”: “Espressione di frustrazione”

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Nell'udienza del mercoledì, il Papa ha parlato di "rimozione delle differenze sessuali".

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Bergoglio torna a parlare di “teoria del gender” seguendo la linea già tracciata durante il viaggio nelle Filippine di qualche mese fa e ripreso nei giorni della visita a Scampia e Napoli . Nell’udienza generale che si tiene tradizionalmente il mercoledì in Piazza San Pietro, il pontefice l’ha definita “espressione di frustrazione e rassegnazione che mira a cancellare la differenza sessuale”.
“La cultura moderna e contemporanea – ha dichiarato Bergoglio – ha aperto nuovi spazi, nuove libertà e nuove profondità per l’arricchimento della comprensione delle differenze tra uomo e donna. Ma ha introdotto anche molti dubbi e molto scetticismo. Per esempio mi domando se la cosiddetta teoria del gender non sia anche espressione di una frustrazione e di una rassegnazione, che mira a cancellare la differenza sessuale perché non sa più confrontarsi con essa. Sì, rischiamo di fare un passo indietro. La rimozione della differenza, infatti, è il problema, non la soluzione”.

Una rimozione a cui, in realtà, nessuno aspira. Perché se l’espressione “teoria del gender” si riferisce ai progetti portati avanti nelle scuole (com’è probabile), è proprio al rispetto di tutte le differenze sessuali e di genere che quei progetti mirano.
“Per conoscersi bene e crescere armonicamente l’essere umano ha bisogno della reciprocità tra uomo e donna. Quando ciò non avviene, se ne vedono le conseguenze. Siamo fatti per ascoltarci e aiutarci a vicenda. Possiamo dire che senza l’arricchimento reciproco in questa relazione, nel pensiero e nell’azione, negli affetti e nel lavoro, anche nella fede, i due non possono nemmeno capire fino in fondo che cosa significa essere uomo e donna”.

“È un vero dispiacere che un pontefice che insiste sul rinnovamento della chiesa e della sua apertura nei confronti del mondo, abbracci tesi anti scientifiche e dia il suo imprimatur a una campagna d’odio che sta dilagando in tutta Europa – commenta Aurelio Mancuso, presidente di Equality Italia -. Gli omosessuali cattolici, che avevano sperato in un cambiamento pastorale e dottrinale sotto la guida di Bergoglio, non possono che registrare uno stupefacente ritorno al passato”.”Proprio sulla morale sessuale, i rapporti sentimentali e di coppia – conclude con amarezza Mancuso -, questo papa sembrava voler dare uno scossone di purificazione, invece si confermano e aggravano convinzioni discriminatorie ed escludenti”.
Quest’ultima dichiarazione di Bergoglio arriva all’indomani dell’ormai nota vicenda della mancata nomina dell’ambasciatore francese Laurent Stefanini , rifiutato dal papa perché gay dichiarato e chiarisce definitivamente quali siamo le posizioni del Vaticano sui temi che riguardano le persone lgbt.

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