Berlusconi benedice Pascale e Feltri, ma nel suo partito…

“I diritti civili siano un impegno di tutti”. Ma Gasparri precisa: “No a nozze e adozioni”

“Quella per i diritti civili degli omosessuali è una battaglia che in un Paese davvero moderno e democratico dovrebbe essere un impegno di tutti. Da liberale ritengo che attraverso un confronto ampio e approfondito si possa raggiungere un traguardo ragionevole di giustizia e libertà”.

Così, il giorno dopo la richiesta della tessera di Arcigay (di cui, però, annuncio a parte, al momento non si hanno riscontri concreti) da parte di Francesca Pascale e Vittorio Feltri , il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi benedice la svolta friendly del suo partito, sebbene anche i suoi trascorsi sulle questioni lgbt lascino affiorare non pochi dubbi sull’improvvisa apertura.

Ma mentre su quella pseudo animalista, fatta in piena campagna elettorale per le europee, nessuno aveva avuto niente da ridire, sui temi dei diritti lgbt il partito rischia di perdere pezzi. Secondo Affari Italiani, qualcuno all’interno di Forza Italia avrebbe tirato fuori la vecchia storia della presunta omosessualità proprio di Francesca Pascale, dichiarata da Michelle Bonev (querelata per le sue dichiarazioni).

Chi invece ha deciso di esternare le sue posizioni in merito è Maurizio Gasparri, noto alle cronache per le sue posizioni omofobe , che data l’apertura del capo, ha tenuto a precisare, a scanso di equivoci: “Bisogna rispettare i diritti ed evitare discriminazioni. Ma resto convinto che matrimoni gay e adozioni da parte di coppie gay siano una scelta sbagliata che non condivido. Oggi, come ieri”.

E sulle esternazioni di Berlusconi si è espresso anche il sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova, ex azzurro ora Scelta Civica e da sempre meno ostile dei suoi compagni di partito sulle questioni lgbt tanto da avere partecipato anche ad alcuni Pride negli anni passati. “D’istinto uno direbbe meglio tardi che mai – ha dichiarato Della Vedova secondo quanto riporta l’Ansa -, ma riflettendoci ritengo che sia una cosa importante perché ora si può fare una riforma che, per quanto arrivi troppo tardi, sarebbe una riforma storica per l’Italia”.

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Dal canto suo, Gaylib, associazione dei gay di centrodestra, ricorda l’ostracismo cui in questi anni i suoi iscritti sono stati sottoposti. “Come militante gay di centrodestra – scrive in una nota il presidente e fondatore di GayLib, Enrico Oliari – ho militato e sono stato espulso dal Msi, poi sono stato in An, sono stato consigliere comunale del Pdl e poi per le mie idee di libertà sui diritti civili alle coppie omoaffettive sono stato definito incompatibile coi valori del centrodestra”. L’associazione ricorda che “il presidente Berlusconi in tutto questi diciassette anni, non ci ha mai ricevuti”, ma aggiunge: “la nostra associazione di centrodestra rimane pronta ad aprire un tavolo nel principale partito di centrodestra purché finalmente la questione dei diritti civili passi dalle pagine del gossip a quelle della politica vera”.