Berlusconi ci ricasca: “Tanti gay? Meglio, meno concorrenza”

Intervistato dal mensile statunitense The Atlantique, l’ex premier si esibisce in un’altra delle sue battute sui gay, precisando: “Essere gay è l’unica accusa che non mi hanno mai rivolto”.

"L’unica cosa di cui non sono mai stato accusato? Di essere gay. Io non ho niente contro gli omosessuali. Anzi, il contrario: più omosessuali ci sono in giro, minore è la concorrenza". Dopo un lungo silenzio seguito alle sue dimissioni, in cui l’ex premier Silvio Berlusconi non aveva rilasciato interviste a nessuno, l’uomo più controverso d’Italia ha ripreso a parlare pubblicamente, prima con un’intervista al giornale che per primo ne chiese le dimissioni, il Financial Times, e adesso con questa al mensile The Atlantic nella quale ci ricasca, con un’altra battuta sui gay, come se quelle fatte in quasi un ventennio di palco scenico mediatico e politico non fossero già abbastanza.

Come dimenticare le sue precedenti uscite sugli omosessuali come "meglio guardare le belle ragazze che essere gay" oppure "in tutti noi c’è un 25% di omosessualità. Ce l’ho anch’io. Solo che dopo un approfondito esame, ho scoperto che la mia omosessualità è… lesbica".

Questa volta, però, complice il ruolo defilato e il differente momento politico, la battuta non ha certo suscitato lo scalpore delle precedenti.

Sempre nella stessa intervista, Berlusconi poi ci tiene a confermare ancora una volta la sua convinzione sulla crisi economica: lo Stato italiano sarà anche indebitato, ma gli italiani, le famiglie e le aziende sono ricche.

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