BERLUSCONI PAGA, I GAY NO

Per il Presidente del Consiglio, indagato per corruzione a Milano, “solo omosessuali e comunisti sono santificati”. E Grillini suggerisce il decalogo del perfetto “Premier Gay”…

ROMA – Una delle ‘solite’ battute stupide cui ci ha abituato il Presidente del Consiglio o una gaffe irripetibile? Berlusconi ne combina un’altra delle sue e a Bruxelles ieri sera, apprendendo di essere iscritto nel registro degli indagati con l’accusa di corruzione in uno stralcio al processo per le truffe Mediaset, spara: «Tanto in Italia sono santificati solo i comunisti e i gay…».

«Sono affermazioni deliranti, una buffonata – sbotta la deputata del Prc Titti De Simone – Siamo su un terreno che non c’entra nulla con la politica. Così si alimentano posizioni anacronistiche. Immagino poi che se le due cose, gay e comunista, stanno insieme, per Berlusconi sia un vero e proprio film dell’orrore, ma si rassegni…».

Per il leader dei Verdi Alfonso Pecoraro Scanio «le parole su gay e comunisti di Berlusconi non sono commentabili… è stravolto dalla paura di perdere le elezioni. Non è nelle condizioni di ragionare – rincara la dose Pecoraro – preferirebbe forse un’Europa che esalta i corrotti?». Sempre dalle file dei Verdi, si leva la voce di Luana Zanella: «Chissà se intendeva pure far ridere qualcuno… – commenta la deputata – E’ una battuta greve e fuori luogo e tanto più triste se pensiamo che è stata fatta da un capo di governo che si è distinto per aver sostenuto, anche per legge, privilegi per i propri amici».

Franco Grillini propone al Presidente del Consiglio addirittura un decalogo del perfetto Premier gay: «Primo: liberarsi immediatamente dei vecchi ‘arnesi’ del fascismo che gli danno del ‘culattone’. Non è bello essere gay ed essere circondato da omofobi. Secondo: liberarsi dei ministri ‘velati’. I ministri omosessuali che si nascondono finiscono per sparare a zero tutti i giorni sugli omosessuali per allontanare da sè il sospetto. Meglio ministri e ministre esplicitamente gay. Terzo: accettare finalmente la propria calvizie e radersi a zero. I ‘rapati’, nella comunità omosessuale, sono considerati molto attraenti perchè sembrerebbero più virili. Quarto: abbandonare il doppio petto: ingessa. Quinto: dotarsi di un partner adeguato con cui presentarsi in società. Nel Parlamento italiano Berlusconi non avrebbe che l’imbarazzo della scelta anche nelle sue file. Sesto: associarsi alla Lega italiana delle famiglie di fatto per rivendicare parità dei diritti e partecipare ai gay Pride con abbigliamento consono e rappresentanza del Consiglio dei Ministri al seguito. Settimo: evitare assolutamente dichiarazioni maschiliste come ‘In Italia abbiamo anche bellissime segretarie, delle bellissime ragazze… venite in Italia ad investire…’. Nono: in occasione del Gay Pride pubblicare un calendario con tutti i giocatori del Milan in costume adamitico. Decimo: dare vita al Ministero dell’Omosessualità perchè, come noto, ‘l’omosessualità logora chi non ce l’ha’».

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«Piuttosto che fare dell’ironia sui gay, Berlusconi farebbe bene ad occuparsi delle violazioni dei loro diritti – commenta il presidente nazionale di Arcigay, Sergio Lo Giudice – Nessun altro capo di governo europeo si permetterebbe una battuta del genere, e non a caso. Quella del presidente del Consiglio non può considerarsi solo una trascurabile leggerezza, dato che l’Italia politica di Berlusconi è uno dei più reazionari esempi di intolleranza anti-gay che la storia della Repubblica abbia mai vissuto».

Persino il cattolico Clemente Mastella si leva a difesa dei gay: «Anche i gay sono figli di Dio. Oggi il mio è un elogio ai gay nella lora naturalità – ha detto oggi a Potenza, in un incontro con i giornalisti – Non mi sono piaciute le parole di Berlusconi che ha detto che l’ Italia è il paese dove hanno privilegi i gay e i comunisti. Mi sento di dire rispetto ai gay quello che disse papa Giovanni: ‘Anche loro sono figli di Dio’».

«Credo – ha proseguito il segretario Udeur – che i gay vadano compresi e accettati. Spero che Berlusconi non pensi che che via sia bisogno di gettarli dalla villa in Sardegna e farli inghiottire dalle bocche di Bonifacio. Quanto ai comunisti – ha concluso Mastella – ognuno convive, chi con i fascisti, chi con i comunisti. Oggi sembra che Berlusconi dimentichi che convive con i fascisti. Vi è stata, invece, una logica evolutiva nella democrazia italiana, per cui vi sono gli ex comunisti e gli ex fascisti».

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«Quella di Berlusconi era solo una battuta… – minimizza Ignazio La Russa, vicepresidente vicario di An – Ho letto il simpatico decalogo di Grillini su come diventare ‘un perfetto premier gay’ – aggiunge La Russa – era davvero divertente. Ho visto che si proponeva un ministero dell’Omosessualità.. Speriamo che non propongano anche un ministero per lesbiche…».