Berlusconi rinuncia alla Conferenza della famiglia

Dopo che l’organizzazione aveva espresso imbarazzo per la presenza del premier, la Conferenza nazione sulla famiglia sarà aperta da Carlo Giovanardi. Roccella: “possono venire anche i gay e le trans”

Sarà il sottosegretario alla presidenza del consiglio con delega alle Politiche per la famiglia Carlo Giovanardi, e non il premier Silvio Berlusconi, ad aprire la Conferenza della famiglia. Lo ha deciso il Consiglio dei ministri. A chiedere che Berlusconi non andasse, erano stati gli stessi organizzatori che si erano detti imbarazzati per la presenza del premier dopo il recentissimo "caso Ruby".

Benzina sul fuoco da Roccella – Anche le associazioni gay avevano

espresso malcontento per non essere state invitate, spostando così il fronte della protesta proprio alla Conferenza di lunedì. Arcigay e i Radicali di Certi Diritti andranno a Milano forti di una tre giorni di sit-in e manifestazioni in tutta Italia. A buttare benzina sul fuoco ci pensa però il sottosegretario alla Salute Eugenia Roccella che a KlausCondicio, il programma di approfondimento politico di Klaus Davi, ha dichiarato: "Ai nostri eventi sono benvenute le persone omosessuali e i trans. Questo lo dissi ai tempi del Family Day e lo ribadisco ora: anche lunedì saranno i benvenuti. Anche loro sono figli di un uomo e di una donna". "Approfitto delle telecamere della sua trasmissione – ha aggiunto Roccella – per dire a Vladimir Luxuria, Franco Grillini, Paola Concia e tutte le persone gay e trans che volessero venire, che sono i benvenuti perché riconoscerebbero che essere figli di uomo e di una donna è un esperienza che unisce tutti. "Credo anche – ha poi aggiunto – che sia nostro dovere costruire una società in cui i bambini abbiano il diritto di avere una madre e un padre, una situazione il più possibile stabile".

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Arcigay: "Vogliamo parlare" – «Ci aspettiamo un invito a parlare»,

risponde Arcigay. «La politica non deve aver paura ad ascoltare un pezzo di società italiana che, da anni, chiede di dare un contributo al riconoscimento istituzionale di una realtà composta da tante forme di famiglia, tutte uguali per valore e dignità». «Ci piacerebbe ricordare e difendere il valore sociale e la necessità di un riconoscimento a tutte le famiglie e raccontare la realtà di tante coppie che, fuori da una visione statica, immobile e tradizionale, contribuiscono al benessere della società. Da questo punto di vista le famiglie di gay e lesbiche sono portatrici di stabilità e valori esattamente come quelle eterosessuali»

Grillini e Concia – «Aderisco all’invito di Eugenia Roccella per la

Conferenza sulla famiglia, nella speranza di poter parlare liberamente e "in Pacs"», le risponde Franco Grillini, responsabile Idv per i diritti civili. «Lunedì dirò con chiarezza che i diritti della comunità lgbt non ledono in alcun modo i diritti della famiglia tradizionale: anzi, riconoscere i diritti di tutti porta un grande vantaggio per la società nel suo complesso». Paola Concia, invece, giudica tardivo l’invito del Sottosegretario che «assomiglia tanto a una furbata e a un peloso

tentativo del governo di sminuire la portata discriminatoria delle affermazioni rese dal presidente del Consiglio solo pochi giorni fa», ha detto la deputata del PD. «Andrò alla conferenza – conclude Concia – solo se avrò la possibilità di parlare, non certo per farmi guardare come una bestia rara, far fare una bella figura a costo zero alla Roccella e al governo, o anche solo stare ad ascoltare chi mi vuole discriminare e non vuole costruire una società più giusta».

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La contro-conferenza – «Roccella farebbe bene a non distrarre

l’opinione pubblica dicendo cose ridicole di questa banalità», dicono Mario Staderini, segretario dei Radicali, e Sergio Rovasio, Segretario dell’Associazione Radicale Certi Diritti. «E ci mancherebbe pure che ad una conferenza governativa, promossa con fondi milionari, con spot pagati con i soldi di tutti i cittadini, andati sulle reti Tv pubbliche e private, con sbandieramenti di preti, arcivescovi e giornalisti di quotidiani religiosi, che addirittura avranno il ruolo di ‘rapporteur’ nei vari workshop previsti, non potessero accedere le persone gay e trans!". "Ciò che la Sottosegretaria non dice è che la Conferenza governativa del mulino bianco, non affronta in nessuno dei tre giorni di lavoro i temi che in un qualsiasi paese civile, democratico e moderno, sono già divenuti leggi di civiltà. La vera conferenza sulle famiglie (e non quella sulla famiglia del mulino Giovanardi), si aprirà a Milano, sempre lunedì mattina, alla Facoltà di Scienze politiche dell’Università di Milano, aperta a tutti i cittadini e a tutte le associazioni e realtà che vivono discriminazioni e pregiudizi grazie alla mancanza di leggi di riforma sul diritto di famiglia". Durante La contro-conferenza dei Radicali verranno illustrate le proposte di Riforma del Diritto di Famiglia "totalmente escluse dalla Conferenza".