Bertone: “La pedofilia? Colpa degli omosessuali”

Il segretario di Stato Vaticano, cardinale Tarcisio Bertone, dà la colpa dei casi di pedofilia dentro la Chiesa all’omosessualità. “Molti scienziati sostengono relazione fra pederasti e pedofilia”.

Il numero due del Vaticano la spara grossa. «Non c’è alcun collegamento tra la pedofilia e il celibato a cui sono sottoposti i sacerdoti. Questo tipo di patologie sessuali sono da mettere in relazione all’omosessualità». Questa la tesi del segretario di Stato del Vaticano, il cardinale Tarcisio Bertone, in visita in Cile, preannunciando che papa Bendetto XVI assumerà nuove iniziative per far fronte agli abusi commessi da sacerdoti. «Molti sociologi, molti psichiatri hanno dimostrato che non c’è relazione tra celibato e pedofilia, e invece molti altri hanno dimostrato – me lo hanno detto recentemente- che c’è una relazione tra omosessualità e pedofilia», ha detto Bertone in una conferenza stampa a Santiago. «Si tratta di una patologia che interessa tutte le categorie sociali, e preti in minor grado in termini percentuali». «Il comportamento dei preti in questo caso, il comportamento negativo, è molto grave, è scandaloso» ha riconosciuto Bertone rispondendo a una domanda che ipotizzava che l’abolizione del celibato potesse metter fine ai casi di abusi sessuali commessi da sacerdoti.

La patologia rappresentata dalla pederastia «riguarda anche le altre religioni». «Abbiamo statistiche dell’Onu e dell’Unicef – ha precisato -, relative a migliaia di casi riguardanti tutte le categorie e che non parlano solo della Chiesa cattolica, perché è una percentuale minima». «Il Papa ha incontrato molte vittime» di casi di pedofilia in diversi paesi «ed è disposto a incontrarne altri. Sarebbe interessante che i presidenti degli Stati e i capi delle altre religioni incontrassero» a loro volta le vittime, ha concluso il segretario di Stato.

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Ma le "tesi" di Bertone, oltre a non trovare riscontro nella realtà, sono smentite anche dalla posizione ufficiale dell’American Psychological Association, che sul proprio sito ha da tempo chiarito che "Un altro mito circa l’omosessualità è l’errata convinzione che gli omosessuali abbiano una maggiore propensione a molestare sessualmente dei bambini rispetto agli uomini eterosessuali. Non esiste alcuna evidenza che indichi che gli omosessuali, o i bisessuali, molestino i bambini ad un tasso superiore rispetto a quello degli eterosessuali."

Il neo consigliere regionale dell’Idv, Franco Grillini, ha definito "gravissime" le affermazioni del segretario di Stato vaticano. «Le dichiarazioni di Bertone la dicono lunga sullo stato dell’attuale disperazione vaticana, se sono costretti a buttare la croce sugli omosessuali che sono invece il gruppo umano meno coinvolto in assoluto in casi di pedofilia. La Chiesa cattolica, anziché buttare la croce addosso ad altri – conclude -, dovrebbe implorare il perdono per aver coperto per decenni, forse per secoli, quello che possiamo definire il più grande scandalo sessuale della storia dell’umanità».

Bertone «non tenti la chiesa di trasferire le sue colpe sulla pelle di altre persone innocenti, e pensi piuttosto ad interrogarsi sulla sua mancanza di umanità», ha detto Paolo Patanè, Presidente nazionale Arcigay. «Arcigay aveva scelto di non infierire contro queste gerarchie vaticane per lo scandalo raccapricciante degli innumerevoli abusi di sacerdoti cattolici su minori. Ammettiamo di avere sbagliato nel pensare che bastassero le migliaia di denuncie in tutto il mondo, perché le parole del segretario di stato vaticano confermano che questi uomini di chiesa non hanno ritegno ad offendere la buona fede di milioni di credenti, che dicono di rappresentare, affermando falsità che continuano ad uccidere la dignità di tanta gente e a generare violenza e discriminazione, anziché provare seriamente e con umiltà a riparare ai propri crimini. Di fronte a questa scandalosa mancanza di coscienza” – conclude Patanè – “la denuncia di tutta la società civile deve essere durissima.»

«In Italia, la stragrande maggioranza degli abusi sui minori avviene da parte di padri, nonni, zii, conviventi della madre, in contesti di vita familiare fatta di casa, lavoro, chiesa, relazioni sociali», dice Sergio Rovasio, segretario di Certi Diritti. «Consigliamo al Camerlengo Bertone di leggersi i Rapporti nazionali sulla condizione dell’infanzia e dell’adolescenza curati dal Telefono Azzurro e da Eurispes,  anziché dire parole a vanvera sull’associazione pedofilia-omosessualità. Infatti, nella stragrande maggioranza dei casi, le vittime di pedofilia sono minori di sesso femminile (4 su 5) e le percentuali di questo fenomeno, tra il 65% e il 90%, avviene all’interno della famiglia. Addirittura sono molti i casi di padri separati e/o conviventi della madre ad essere responsabili di abusi sessuali sui minori. Per non parlare appunto dei casi che avvengono dentro la chiesa. Il Camerlengo Bertone farebbe bene a citare le sue fonti altrimenti le sue tesi diventano pura calunnia, promozione di odio e violenza omofobica».