Biella, un corso di formazione contro l’omofobia per presidi, docenti e studenti

Nelle scuole di Biella un corso e un concorso scolastico per dire basta all’omofobia e alla discriminazione nei confronti delle famiglie omogenitoriali.

Biella dice basta all’omofobia attraverso un corso di formazione scolastico che sarà rivolto ai presidi, ai docenti, al personale Ata e agli stessi studenti.

Il primo progetto, come riportato da LaStampa, sarà rivolto al personale scolastico, con il comitato Arcigay Rainbow Valsesia-Vercelli e Biella in prima fila al fianco della Provincia. A fare formazione saranno proprio i ragazzi che appartengono al comitato LGBT.

«Le famiglie cambiano, cambiamo la nostre idea di famiglia». «E’ innegabile affermare che Biella è ancora una città chiusa sotto certi aspetti. Non per niente, molte persone dello stesso sesso scelgono di vivere la loro vita insieme lontani dal capoluogo. Ma è ora di fare qualche cosa per frenare questa tendenza, e di fare modo a professori e a presidi di confrontarsi serenamente con una nuova realtà come per esempio può essere quella di avere uno studente con due genitori dello stesso sesso», ha sottolineato Carlotta Grisorio, consigliera di parità Provincia.

«Le famiglie cambiano, cambiamo la nostre idea di famiglia» è il titolo del corso che prevede 2 incontri per un totale di 6 ore ciascuno, rivolto al personale di tutte le scuole di ogni ordine e grado, a partire dalle materne. Si partirà con 20 persone, perché ‘prima di fare le cose in grande preferiamo assicurarci che l’iniziativa venga accolta e incontri uno sviluppo‘, ha sottolineato la consigliera. Per quanto riguarda gli allievi delle medie, delle superiori e delle agenzie formative sarà invece a disposizione un concorso, il cui obiettivo è stato esplicitato da Anita Sterna, vice presidente del Comitato Territoriale Arcigay delle provincie di Vercelli e Biella.

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«L’obiettivo è approfondire il tema del bullismo come oggi non è ancora stato fatto. Si vuole per la prima volta affrontare il tema del bullismo omofobico. E ringraziamo la consigliera per questa magnifica opportunità dedicata ai ragazzi, che oggi più che mai, devono sapere come affrontare determinate situazioni, per evitare di venire emarginati dalla società».