Bigottismo e discriminazioni: italiani tra i primi al mondo

Italia fanalino di coda nel riconoscimento dei pieni diritti civili alle persone omosessuali ma ai primi posti per quanto riguarda discriminazioni e ora bigottismo. Che ci sia un nesso?

ROMA – Dopo i recenti dati statistici dell’Eurobarometro, dai quali risultava che l’Italia aveva il più alto tasso dell’Unione Europea in fatto di discriminazioni, una nuova ricerca scientifica rivela anche che l’Italia è il uno dei paesi più bigotti del mondo occidentale. Lo studio dei ricercatori Vani Borooah dell’università dell’Ulster e John Mangan dell’università del Queensland (scaricabile on-line) si intitola “Ama il tuo vicino: quanto bigottismo c’è nei paesi occidentali?” e misura il livello di (s)gradimento nell’avere dei vicini di casa che appartenessero a specifiche categorie sociali: persone di un’altra razza, immigranti o lavoratori stranieri, musulmani, ebrei e omosessuali. In base alle risposta è stato costruita una scala che misurasse il livello di bigottismo in un paese occidentale. In assoluto la proporzione più alta di persone bigotte (un quoziente di bigottismo calcolato secondo parametri ben precisi) è stata riscontrata nell’Irlanda del Nord e in Grecia dove tra gli interpellati è stato riscontrato il massimo numero di persone che non volevano come vicino persone di casa almeno uno dei cinque gruppi proposti. Il tasso di bigottismo in Irlanda del Nord è del 44% e in Grecia è del 43%. L’Italia è terza in assoluto col 37%. Tra quelli considerati i paesi meno bigotti sono risultati essere la Svezia (13%), Islanda (18%) e Canada e Danimarca (a pari merito col 22%).

Tra i vari fattori determinanti vengono espressamente citati dallo studio le proposte legislative volte al riconoscimento legale delle unioni omosessuali, considerate nei paesi più bigotti (bigottismo = di persona o pensiero che mostra una grande religiosità unita ad altrettanta intolleranza e mancanza di flessibilità) “come contrari alla dottrina cristiana e un pericolo per l’istituzione tradizionale intesa come quella della famiglia con marito e moglie”. Raggruppando tutti i paesi considerati il più alto livello di pregiudizio è stato riscontrato nei confronti di omosessuali e musulmani, mentre il più basso per le persone di un’altra razza. Nello studio si specifica che “L’omofobia era, di gran lunga, la principale fonte di bigottismo nella maggior parte dei paesi occidentali: più dell’80% delle persone bigotte in Irlanda del Nord e Canada e 75% delle persone bigotte in Austria, Stati Uniti, regno Unito, Irlanda e Italia non vorrebbero avere omosessuali nel vicinato.” Nei paesi scandinavi invece sono i musulmani ad essere meno graditi, mentre c’è una molto maggiore accettazione per gli omosessuali.

L’alto tasso di bigottismo del nostro paese emerge anche da un sondaggio pubblicato sul sito web del settimanale Donna Moderna e rivolto a lettori di età inferiore ai 25 anni. Le risposte confermano (47,63% dei lettori) che gli italiani dipendono troppo dalla Chiesa e che quindi in tal senso sono bigotti. Il 12% degli intervistati pensa invece che gli italiani siano bigotti, ma che questo sia considerato un valore. Secondo il 37% le radici cattoliche, di importanza rilevante, non condizionano negativamente il comportamento e solo il 6% ritiene l’Italia un paese laico.

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Recentemente in un interessante intervento pubblicato dal quotidiano La Repubblica Irene Tinagli (Direttore della ricerca Creativity Group Europe) faceva di questa niente affatto esaltante posizione un’analisi di questo genere: «Cavalcare paure è più facile che affrontare dibattiti critici e aiuta a tenere buone le masse, perché asseconda le loro fobie. È per questo che tante volte i leader politici e religiosi preferiscono costruire le loro campagne sui pregiudizi razziali, religiosi, sessuali piuttosto che su visioni moderne della società e informazioni corrette ed adeguate. Certamente questi fenomeni non si verificano solo in Italia, ma la situazione nel nostro paese appare forse più complessa e preoccupante che in altri paesi occidentali, come dimostra un recente studio in cui vengono elaborate delle misure di “Bigottismo” per una ventina di paesi occidentali. I risultati sono fin troppo chiari: l’Italia è il paese con il più alto indice di Bigottismo (secondo la scala del Bigotry Gap Ratio, ndr), seguita a ruota da Grecia e Irlanda del Nord. L’Indice, elaborato dai ricercatori Vani Borooah (Università dell’Ulster) e da John Mangan (University of Queensland), è costruito sui dati raccolti dal Human Believes and Values Survey, un sondaggio condotto a livello internazionale, e si basa su domande che rilevano la disponibilità dei cittadini ad accettare come vicini di casa diverse categorie di persone: islamici, lavoratori immigrati, ebrei, omosessuali, o semplicemente persone di razza diversa”. E l’essere bigotti non è che non costi nulla: impedisce infatti alla società di attirare nuovi talenti e di aprirsi alle nuove culture. È un modo, insomma, per restare fermi invece di progredire.» (Roberto Taddeucci)

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