Binetti: “Alcuni gay sono deviati”. Concia: “O io o lei”

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Non accenna a placarsi lo scontro tra le due deputate. Dai microfoni di Radio24, la psichiatra ha confermato di ritenere che non tutti i gay sono deviati, ma...

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Continua il botta e risposta tra Paola Binetti e Paola Concia sulla legge ocntro l’omofobia e il voto contrario della prima che il giorno dopo il voto alla Camera aveva dichiarato che avrebbe votato Bersani alle primarie perché era stato il meno duro nei suoi confronti. In una trasmissione di oggi a Radio24, l’onorevole Binetti ha dichiarato: "Voterò Bersani? Non lo so, ci sto pensando. Ho due settimane per pensarci. Rimarrò nel Pd? Mi auguro che il Pd mantenga la promessa di ciò che era in origine, un grande partito pluralista in cui la diversità di opinione costituisce la ricchezza del partito".  La famosa "libertà di coscienza" cui Paola Binetti si appella per giustificare le sue posizioni e alla quale Paola Concia ha obiettato chiedendo, provocatoriamente, di quale libertà di coscienza si possa parlare quando ci sono di mezzo il diritto all’integrità fisica e alla dignità delle persone a prescindere dal loro orientamento sessuale, ovvero diritti umani basilari.

E tornando al tema della permanenza della psichiatra TeoDem nel Pd, lei stessa commenta:"Vedremo, vedremo che cosa ci fanno anche gli altri (dentro il Pd, ndr), è un discorso articolato". La trasmissione era un faccia a faccia con Paola Concia che, naturalmente è intervenuta ricordando alla collega, ma anche a tutti gli ascoltatori, come era stata la stessa Binetti a parlare di omosessualità come "sintomo di devianza". "E’ vero, io l’ho detta quella frase – ha ammesso Paola Binetti – ma era sostenuta nel Dsm IV che è il grande testo di riferimento per tutti gli psichiatri. La condivido? Ci sono situazioni e momenti in cui effettivamente questo appartiene a una realtà. Non tutti quanti (gli omosessuali, ndr) lo sono, attualmente è prevalente l’orientamento di considerare l’omosessualità una variante del comportamento sessuale".

Il DSM IV a cui si riferisce Paola Binetti è il "Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders" (Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali) che però non contempla più l’omosessualità tra i "disturbi sociopatici di personalità" e più specificatamente come "devianza sessuale" dal 1974, ovvero dal DSM II. Per alcuni anni negli elenchi del DSM è rimasta la cosiddetta omosessualità ego-distonica (ovvero la particolare situazione di persone omosessuali che non accettano la propria condizione). Con la decisione dell’OMS del 1990 di eliminare l’omosessualità dall’elenco dei disturbi sociopatici, anche l’omosessualità ego-distonica sparì dal DSM, cosa che si ufficializzò proprio con il DSM IV a cui si riferisce Paola Binetti. Il testo, per la precisione, parla di "Disordini psicologici e comportamentali associati allo sviluppo e all’orientamento sessuale" e chiarisce più avanti che "L’orientamento sessuale di per sé non può essere considerato un disordine". Come se non pastasse, per ulteriore chiarezza, nei passaggi successivi, il DSM, ogni qual volta usi l’espressione "orientamento sessuale" specifica "omosessuale, eterosessuale o bisessuale".

Secca la replica di Paola Concia: "Nel 1990 l’Oms ha stabilito che l’omosessualità è una variante normale della sessualità. In altri Paesi un’affermazione del genere fatta da uno psichiatra comporterebbe sanzioni da parte dell’Ordine. E’ profondamente grave che uno psichiatra, un politico, una persona delle istituzioni faccia affermazioni del genere. E’ un’affermazione molto subdola che porta all’omofobia strisciante che esiste nella nostra società". "E’ stata bocciata una legge da Pdl, Udc e Lega – continua la Concia tornando a parlare della legge – e si parla di Paola Binetti. E’ il paradosso dell’Italia, ma il voto della Binetti per me nonè  stata una novità. Comunque la Binetti, che si è lamentata per la sua libertà di espressione, è stata intervistata dappertutto, in questo fa come Berlusconi". Cerca, forse, di smorzare i toni Paola Binetti invocando l’amicizia che la legherebbe alla collega lesbica.

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"Confermo di essere amica di Paola Concia dice dai microfoni di radio 24 – , ma l’amicizia comprende la diversità delle opinioni e il rispetto per la fermezza e la determinazione della battaglia politica che uno fa. Lei è ferita per una battaglia che ha costruito con pazienza certosina. Il mio dissenso era nel passaggio della legge che contiene un’ambiguità: non c’è dubbio che nella libertà di una persona con un determinato orientamento sessuale ci sono desideri, richieste come il matrimonio, l’adozione. Cioé la legge rischiava di essere un grimaldello per questo". Le risponde Paola Concia: "E’ uno schiaffo all’intelligenza umana dire che una legge che punisce chi usa violenza contro un altro essere umano in ragione del suo orientamento sessuale, omosessuale o eterosessuale, possa evocare i matrimoni omosessuali. Sono esterrefatta da questo processo alle intenzioni, è un’ossessione di alcuni che si possa aprire uno scenario apocalittico. Non è vero, gli italiani da soli possono capire".

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