Bloccati in Thailandia 65 bimbi di madri surrogate e padri israeliani

Per la legge thailandese, hanno la cittadinanza delle loro madri e per lasciare il paese serve quella israeliana. Ma il governo di Tel Aviv dice no. I bambini restano bloccati in Thailandia

Sono 65 i bambini figli di padri israeliani nati da madri surrogate tailandesi che non possono lasciare la Thailandia per entrare in Israele con i loro padri. A impedirlo, è il governo israeliano che non intende garantire la cittadinanza a questi bambini.

Secondo la legge tailandese, che non regolamenta la gravidanza surrogata, i bambini nati da madri thailandesi acquisiscono automaticamente la cittadinanza di chi li mette al mondo e ricadono sotto la custodia delle madri biologiche. Il punto è, come riporta GayStarNews, che perché possano lasciare il paese, è necessaria la cittadinanza israeliana che il governo concede solo a seguito di un test di paternità.

Il problema si pone per 20 bambini già nati e in attesa di iniziare la loro vita con i loro padri, e per 45 che stanno per nascere per i quali la questione si presenterà comunque dopo la nascita.

Le famiglie dei bambini stanno organizzando delle proteste davanti al ministero degli Esteri di Tel Aviv e stanno raccogliendo solidarietà e appoggi tramite una pagina Facebook che nel giro di una settimana ha accumulato più di 17.800 adesioni.

Ti suggeriamo anche  Thailandia, approvata la prima bozza di legge sulle unioni civili