Bocchino: “Gay bene accetti nel PdL, ma non a chiappe nude”

di

In un'intervista rilasciata a Klaus Davi, il deputato berlusconiano spiega come la pensa su omosessuali e diritti civili. "Sì ai diritti privatistici, ma niente possibilità di diventare famiglia".

CONDIVIDI
Facebook Twitter Google WhatsApp
4188 0

"Nessuno verrà mai cacciato dal Pdl perché gay o lesbica e chi ritenesse di fare spontaneamente coming out deve sapere che sarà il benvenuto e non subirà alcuna discriminazione". A dichiararlo, senza fare una piega, è Italo Bocchino al microfono di Klaus Davi durante l’intervista realizzata per KlausCondicio. "Se uno vuole rivendicare i diritti, meglio con uno striscione, che a chiappe nude – tiene a precisare, però, il vicepresidente dei deputati del PdL -, perché così allontana l’attenzione di un mondo, mentre con uno striscione intelligente può avvicinare. Io sono per la massima libertà dei singoli, ovviamente questa libertà si deve fermare laddove esiste una cultura sociale di riferimento e delle normative. Io, ad esempio, ritengo che bisogna riconoscere tutti i diritti privatistici che chiedono gli omosessuali, nessuno escluso, ma non bisogna riconoscere loro la possibilità di diventare una famiglia o di poter adottare dei figli". 

Continua l’intervista, l’onorevole napoletano, parlando di trans. "I femminielli, come scrisse Pietrangelo Buttafuoco in un articolo a loro dedicato, citando un sondaggio, sono principalmente orientati a destra, votano Pdl", sostiene Bocchino. "Napoli – prosegue – è una città che è sempre stata regina dell’accoglienza e della tolleranza, nel senso buono del termine: si sono sempre tollerate anche le minoranze che hanno sempre avuto i loro spazi, senza mai problemi. Ancor prima dell’arrivo in Italia dei transessuali sudamericani, Napoli già c’era con i cosiddetti ‘femminielli’ e la città li ha sempre lasciati tranquilli. Ritengo che il politico, come il cittadino, nella sua vita privata possa fare quello che vuole, specialmente a casa sua e sotto le lenzuola. Bisogna evitare, io lo dico spesso anche quando s’incontra un’associazione gay, dei transessuali, evitare quelle parate esibizioniste che non aiutano, cioè, fanno più danno". Niente Pride, quindi, secondo l’onorevole, o se proprio non se ne può fare a meno, che sia il più possibile sobrio, composto e triste.

Guarda una storia
d'amore Viennese.

Leggi   Morgan McMichaels, drag di RuPaul si rompe una mano dopo aver preso a pugni un omofobo
Tutti gli articoli su:

Commenta l'articolo...