Bocchino: “Nessun problema se ci fosse un premier gay”

Il vicepresidente dei deputati del Pdl, intervistato da Klaus Davi, si dichiara disponibile ad accettare un premier omosessuale eletto dal popolo perché “contrario a qualsiasi discriminazione”.

"Non ci sarebbe nulla di strano nell’avere un premier gay. Sono contrario a qualsiasi forma di discriminazione e se un premier omosessuale venisse eletto dal popolo avrebbe tutto il diritto di governare il Paese. Ad affermarlo è Italo Bocchino, vicecapogruppo del Pdl alla Camera dei deputati, intervistato da Klaus Davi per la sua trasmissione KlausCondicio visibile si YouTube. "Non può esserci nessuna discriminazione verso un premier gay e io sono contro le discriminazioni per l’orientamento sessuale – ha aggiunto Bocchino -. Detto questo, non considero che la cosa sia semplice; anzi, sul piano del costume non lo è certamente. Ma nel momento in cui ci fosse un candidato gay e venisse eletto non ci troverei nulla di strano perché rappresenterebbe tutti e non solo una parte".

Il discorso cambierebbe nel caso di un premier leghista perché, secondo Bocchino, in questo caso, non si tratterebbe di una persona che rappresenta l’intero Paese. "Come ho più volte detto – spiega Bocchino -, il premier non può rappresentare solo un’area del paese. Un premier leghista è improbabile per una ragione di ‘limite territoriale’ che la Lega ha: non può governare un intero paese chi ne rappresenta solo una parte".

Chissà come la pensano i suoi colleghi di coalizione Borghezio e Gentilini, solo per fare due nomi. Lo stesso Bocchino, però, in una precedente intervista sempre a KlausCondicio aveva dichiarato che non ci sono discriminazioni dentro il Pdl nei confronti di gay e lesbiche, ma che bisogna "riconoscere tutti i diritti privatistici che chiedono gli omosessuali, nessuno escluso, ma non bisogna riconoscere loro la possibilità di diventare una famiglia o di poter adottare dei figli".

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