Bolle: Il coming out si fa se si vuole

Bolle parla ancora dell’outing smentito e della sua vita privata, che deve rimanere tale. Racconta il disaccordo con alcuni punti della religione e conclude: “Ballare con Madonna? Preferisco Charlize”

Il ballerino italiano più famoso nel mondo parla ancora di coming out. Questa volta lo fa con la giornalista Nicoletta Melone del Corriere della sera. In passato Roberto Bolle sembrava aver dichiarato alla rivista francese Numero’ di essere gay, salvo poi ritrattare e dire che la risposta era stata travisata e decontestualizzata a causa della scarsa padronanza della lingua francese. Nella nuova intervista Roberto chiarisce la sua posizione e dichiara: «Io non credo che ci siano pregiudizi o etichette, in questo senso la società si è evoluta. Credo che il problema sia legato alla celebrità, genericamente. Ma non reputo giusto che una persona con una dimensione pubblica debba per forza parlare del suo privato o essere forzata a fare delle scelte pubbliche – e continua – Il pressing delle associazioni gay affinchè le celebrità facciano coming out è sbagliato: lo fai se lo vuoi. Io non mi sono mai pronunciato. E mi sono ritrovato al centro di un caso senza che nessuno mi chiedesse niente, senza considerare affatto non solo ciò che avevo realmente detto, ma nemmeno il rispetto per la persona, che viene prima di tutto». Ancora niente coming out, quindi, per il ballerino dagli occhi di ghiaccio.

Si affronta poi l’argomento religione. Bolle infatti oltre ad aver ballato davanti a personaggi storici per la nostra società come la Regina Elisabetta, si è esibito anche per il papa. Alla domanda «È religioso?» risponde: «Sì, ma su alcuni punti sono in disaccordo. Ho una mentalità piuttosto permissiva, credo nella possibilità di scelta. Prendiamo l’eutanasia, penso che occorra dare spazio alla decisione dell’individuo. Penso anche che il no del Vaticano al preservativo sia un controsenso. Il Sudan non è tra le zone più colpite dall’Aids, ma i paesi confinanti sì e non c’è alcuna conoscenza della prevenzione. La Chiesa laggiù è un punto di riferimento, ma dovrebbe tenerne conto». Roberto è molto coinvolto nella questione del Sudan,  in quanto ambasciatore Unicef. Nell’estate 2006, ha infatti preso parte all’importante viaggio nel Sud dello stato per riportare testimonianza diretta della tragica situazione in cui versano le popolazioni del luogo. 

Al termine, l’intervista si fa più leggera e ci permette di scoprire un Roberto Bolle inedito, un ragazzo spigliato e per niente altezzoso, che alla domanda «Quattro salti con Madonna se li farebbe?» risponde scherzosamente «Perchè no. Ma preferirei Charlize: ho saputo che ha studiato danza classica». Che smacco per Miss Ciccone!

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