Bologna: gay offesi e presi a sprangate

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Dopo i recenti attacchi in Toscana un nuovo atto di violenza antigay in una città aperta e tollerante come Bologna. Servirebbe una legge sui reati d’odio che comprendesse...

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BOLOGNA – Nuovo episodio di violenza di matrice omofoba. Questa volta ad essere aggrediti sono stati due ragazzi omosessuali all’uscita di una serata organizzata dal circolo Arcigay Il Cassero di Bologna. Usciti dal locale verso le due di notte sono stati prima insultati come “finocchi di merda” da tre individui, probabilmente di origine slava, che li hanno affiancati a bordo di un’auto che sostava nelle vicinanze. Alle offese verbali è seguito un violento attacco fisico, a colpi di spranga, nel quale i due hanno riportato varie contusioni che hanno richiesto cure mediche, per poi sporgere denuncia alle autorità su quanto loro accaduto.
Il Comitato provinciale Arcigay Il Cassero in una nota esprima tutta la propria preoccupazione per quanto accaduto e manifesta piena solidarietà ai ragazzi aggrediti. Il presidente del circolo Matteo Cavalieri ha parlato di «Grave preoccupazione che esprimiamo per l’ennesimo episodio di violenza omofobica che si inserisce in un clima di generale violenza che sembra contraddistinguere questi ultimi mesi. Chiediamo che tali episodi non vengano sottovalutati, da anni i vertici di Arcigay si battono per un provvedimento legislativo che equipari i crimini omofobici a quelli dettati da odio razziale, etnico, nazionale o religioso.»
Il presidente nazionale di Arcigay Sergio Lo Giudice dice che «La violenza antigay e la violenza alle donne hanno la stessa origine: un impotente tentativo di affermazione di una malintesa identità di maschio eterosessuale e il disprezzo per un’identità percepita come differente ed inferiore. Occorre rilanciare con forza, a livello locale come nazionale, il tema del rapporto fra identità differenti, che tocca i campi del genere e dell’orientamento sessuale come quelli legati all’origine geografica o alla religione». Arcigay sta organizzando proprio a Bologna il prossimo 17 dicembre un workshop dal titolo “Multi-culti-arcigay: omosessualità, immigrazioni, prevenzione”, a cui parteciperanno oltre ad esperti di ambito giuridico, sociologico e antropologico, anche rappresentanti delle comunità di immigrati di Bologna e provincia con l’intento di affrontare le delicate questioni dell’integrazione sociale e culturale e delle condizioni degli stessi immigrati omosessuali e bisessuali.
A seguito di altri recenti atti violenti accaduti in altre regioni d’Italia e che hanno visto coinvolti gay e lesbiche è stata recentemente presentata un’interpellanza parlamentare al Ministro degli Interni Giuliano Amato chiedendo «quali sono le iniziative che il Ministro intende assumere per evitare che simili crimini dettati dall’odio omofobico vengano perpetrati» e se non sia il caso di «attivare uno specifico monitoraggio dei crimini d’odio e in particolare di quelli dettati dall’odio omofobico, come avviene in molti paesi esteri». In una Risoluzione votata a larga maggioranza nel gennaio 2006 il Parlamento Europeo considera l’omofobia (definita come una paura e un’avversione irrazionale nei confronti dell’omosessualità e di gay, lesbiche, bisessuali e transessuali (GLBT) e basata sul pregiudizio) analoga al razzismo, alla xenofobia, all’antisemitismo e al sessismo.
(Roberto Taddeucci)

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