Bologna: i commercianti temono il Pride

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I negozianti del percorso che dovrebbe seguire la manifestazione del 28 giugno hanno paura di possibili disordini e danni. E compaiono le prime svastiche.

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Secondo un sondaggio realizzato dal bimestrale bolognese ‘La Stefani’, se i commercianti della Montagnola non hanno voluto saperne di rinunciare al mercato in occasione del Pride del 28 giugno prossimo, i proprietari di attività commerciali in Piazza Maggiore, scelta in seconda battuta come luogo di arrivo del corteo) non sono da meno. Secondo il 60% dei 107 negozianti intervistati da La Stefani, potrebbe provocare "caos e problemi al traffico". 

Il 40%, dei commercianti i cui esercizi sono disseminati lungo il probabile percorso della parata, si dice favorevole al Gay Pride, il 31% contrario e il 29% indifferente. Ma il 75% di loro dichiara che non solo l’evento non porterà alcun vantaggio alla loro attività commerciale, ma che anzi si rischia una "fuga della clientela e possibili danni e disordini". Intanto si registrano già i primi tentativi di intimidazione. Su alcuni manifesti affissi in città per promuovere il Pride sono state disegnate delle svastiche. "Non ci faremo fermare da pochi estremisti – hanno commentato gli organizzatori -. Siamo impegnati in una lotta per i diritti civili".

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