Bologna: la curia insiste su violenza e “trasgressione”

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Dopo le critiche alla Curia di Bologna sulle presunte “parentele” tra violenza (sui gay) e trasgressione (dei gay) l’Arcidiocesi parla di “interpretazioni arbitrarie”, ma poi ripete tutto.

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BOLOGNA – La Curia di Bologna reagisce alle critiche che le sono piovute addosso, anche da queste colonne, a seguito delle discutibilissimi affermazioni del vescovo ausiliario Ernesto Vecchi che, commentando a un quotidiano sui recenti atti di violenza contro omosessuali, ha detto che «la violenza e la trasgressione sono cugine». Del caso ci siamo già occupati nei giorni scorsi e altre reazioni si sono aggiunte nel frattempo. Lo stesso monsignor Vecchi ha cercato di raddrizzare il tiro, affermando che le sue dichiarazioni «sono state travisate» e di non aver «voluto parlare di omosessuali ma di violenza in generale.» Tuttavia, fa notare Silvana Mura, deputata dell’Italia dei Valori, «pur nel rispetto all’autorità ecclesiastica, non si può non sottolineare come simili dichiarazioni rischino di essere fraintese, mettendo vittime e aggressori sullo stesso piano». La ministra per i Diritti e le Pari Opportunità Barbara Pollastrini, rivolgendosi all’assemblea nazionale di GayLeft, ha affermato di avvertire «la necessità, aggravata anche dai numerosi e recenti fatti di cronaca che hanno avuto ad oggetto atti di violenza contro donne e uomini omosessuali, di studiare tutte le misure e i provvedimenti antidiscriminatori che aiutino a prevenire e a contrastare in modo più efficace quei delitti motivati dall’odio omofobico.»
La Curia è intervenuta a sostegno del suo rappresentante, affermando in una nota che la riflessione di Mons.Vecchi voleva essere più ampia: «Una società che spesso educa o quantomeno ammicca con indulgenza o compiacimento a comportamenti trasgressivi a tutti i livelli e in tutti gli ambiti, pubblici e privati, non può poi far finta di meravigliarsi se tra le tante trasgressioni nasce anche il mostro obbrobrioso e aberrante della violenza. Senza entrare in alcun modo nel merito del gravissimo e deplorevole episodio, sul quale ha espresso con chiarezza la sua deprecazione, Mons. Vecchi ha inteso muovere da esso per richiamare tutti al dovere di una profonda riflessione sulla dignità originaria dell’uomo, fatto a “immagine e somiglianza di Dio”, una dignità che è offesa sempre da ogni comportamento violento o trasgressivo.» Francamente è difficile vedere in queste parole alcun chiarimento o passo avanti di quanto affermato in precedenza da Vecchi, e cioè che avere un certo orientamento sessuale sarebbe un voler “trasgredire” e tanto meno voler offendere quella che viene definita la “dignità originaria dell’uomo”. Anche il collegamento del tutto arbitrario tra omosessualità (la “trasgressione”) e l’insorgere del “mostro aberrante della violenza” è ribadito e rimane assolutamente inaccettabile così come lo era quando ad esporlo era il solo Vescovo Ausiliare. Franco Grillini, deputato dei Ds, interviene nella polemica dicendo che «L’omosessualità, caro vescovo, non è una trasgressione o un problema. Essere omosessuali ha la stessa valenza di tutte le identità ascritte, vale a dire come essere di pelle scura, alti o bassi, mori o biondi, magri o grassi.»
C’è da augurarsi che un giorno anche in certi ambiti del mondo religioso si capisca quello che la scienza ci ha già permesso di comprendere, e che non era noto ai tempi in cui la Bibbia fu scritta.
(Roberto Taddeucci)

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