Bologna, aggressione omofoba ai danni di uno studente inglese

‘Sei frocio?’. 20enne inglese picchiato, rapinato e insultato da 3 italiani in pieno centro a Bologna.

Aggressione omofoba in pieno centro a Bologna.

Vittima, secondo quanto riportato da LaRepubblica, un 20enne studente inglese, da febbraio in città per l’Erasmus dall’University College di Londra, insultato, derubato e picchiato da tre italiani domenica sera, nell’indifferenza generale. «Attorno era pieno di gente, io gridavo aiuto ma nessuno mi ascoltava: è questa la cosa che mi ha sconvolto di più», ricorda sconcertato il ragazzo, rincorso perché aveva ‘l’aria da frocio‘, come gli hanno urlato i tre delinquenti.

«Stavo mangiando una pizza seduto su una panchina prima di andare da un amico. A un certo punto ho visto un’auto parcheggiata davanti a me e ho sentito qualcuno gridare: “Ehi, sei frocio?”. Ho alzato la testa in automatico ma non ho reagito, di solito questi insulti è meglio ignorarli, si fermano alle offese. Ho fatto finta di non sentire per via della musica che veniva dall’auto, ma loro hanno insistito, hanno cominciato a prendermi in giro, gridavano: “Allora sei frocio? Ma perché sei frocio? Vuoi cinquanta euro per salire in macchina?».

Preso a sputi in modo del tutto immotivato, il ragazzo si è alzato e si è allontanato, ma la situazione è precipitata.

«Stavo per chiamare il mio amico e raccontargli quello che era successo quando ho sentito dei passi di corsa dietro di me. Uno dei ragazzi mi ha spinto contro un muro e nello spazio di sei secondi mi ha riempito di pugni, calci in testa, ha provato a infilarmi i pollici negli occhi. Quando mi sono rialzato mi ha trattenuto per lo zaino, così me lo sono sfilato per scappare. Poi ha guardato cosa c’era nel mio zaino e ha raccolto il mio telefono». «Mi sarò avvicinato a sei o sette persone prima che una ragazza mi desse una mano, chiamando il 112. Dal centralino le hanno risposto che se l’aggressione era già conclusa non potevano intervenire, così sono andato dal mio amico, che mi ha portato al Sant’Orsola. Il giorno dopo ho denunciato tutto alla polizia».

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Tutto questo in una città considerata storicamente ‘friendly’ come Bologna. “Subito una legge contro l’omofobia, l’Emilia-Romagna è una delle poche regioni senza una legge quadro contro le discriminazioni“, tuona a gran voce Vincenzo Branà di Arcigay Bologna, per poi chiedere giustizia: “Attorno a piazzetta San Giuseppe ci sono delle telecamere, ora bisogna dimostrare che servono a qualcosa”.