Bologna si organizza per il Pride. E il PDL attacca

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Costituito il comitato che dovrà organizzare il Gay Pride nazionale a Bologna. Ma i consiglieri del Pdl attaccano l'Arcigay locale: troppi guadagni per essere un'associazione no profit.

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Entra nel vivo l’organizzazione del Gay Pride nazionale che si terrà a Bologna nel mese di giugno. È stato, infatti, costituito il comitato "Bologna Pride 2012" che sarà presieduto da Emiliano Zaino, presidente del Cassero, lo storico Arcigay bolognese. Del comitato fanno parte sei associazioni: Arcigay nazionale, Arcilesbica nazionale, Arcigay Bologna Il Cassero, Movimento identità transessuale (Mit), Famiglie arcobaleno e Agedo.

Proprio in questi giorni il Cassero è sotto attacco da parte del centrodestra cittadino che accusa il circolo di guadagnare dall’attività di discoteca pur ricevendo fondi pubblici. Secondo il consigliere del Pdl Galeazzo Bignami e il capogruppo comunale Marco Lisei: "riceve 120-130.000 euro di contributi pubblici l’anno e chiude in attivo, andremo alla Corte dei Conti e in Procura". "Il bilancio di 1,5 milioni e un attivo di 162 mila euro cozzerebbero con la natura no profit del circolo le cui attività – secondo i due – sarebbero invece tutte sbilanciate sulle serate discoteca".

Ai consiglieri Pdl – che non citano le attività culturali effettivamente portate avanti da uno dei circoli più attivi d’Italia – risponde proprio Zaino nella doppia veste di presidente del comitato Bolognas Pride e presidente del Cassero: Questa è "la peggior destra omofobica d’Italia", dice Zaino, aggiungendo che probabilmente al Pdl l’idea di un Pride nazionale a Bologna è andata di traverso. "Diamogli una lezione", è la provocazione.

A ricordare come ogni tanto le accuse al Cassero torni fuori è Franco Grillini, consigliere regionale dell’Idv e presidente onorario di Arcigay oltre che bolognese di nascita. «Bignami e Lisei – ironizza Grillini – evidentemente si sognano il Cassero anche di notte visto che sono anni che fanno la guerra alla sede del circolo omosessuale più noto d’Italia che proprio quest’anno festeggia i suoi 30 anni di fondazione con un Gay Pride nazionale". E ricorda come "Tutti i sindaci di questi ultimi tre decenni hanno fatto i conti con una realtà da cui non si può prescindere e la sede contestata, vale la pena ricordarlo, fu data proprio da un sindaco espressione dello schieramento conservatore", cioè Giorgio Guazzaloca.

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