Brasile, il candidato omofobo Jair Bolsonaro sfiora la presidenza al primo turno – esulta Matteo Salvini

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L'estrema destra brasiliana ad un passo dalla presidenza. Trema la comunità LGBT.

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Un terremoto politico si sta per abbattere sul Brasile.

Jair Bolsonaro, 63enne leader conservatore del Partito Social-Liberale, ha sfiorato il trionfo al primo turno alle elezioni per la presidenza della Repubblica. Volto dell’estrema destra brasiliana ed ex capitano dell’esercito, nostalgico della dittatura militare, antiabortista, favorevole a tortura, pena di morte e al controllo delle nascite per i poveri,  Bolsonaro ha ottenuto il 46% dei voti, ovvero ad un niente da quel 50% che gli avrebbe garantito l’immediata presidenza. Tra tre settimane sarà scontro diretto con Lula Fernando Haddad, candidato del partito dei lavoratori, staccato di ben 17 punti. Solo un miracolo potrà invertire una rotta vista con terrore dalla comunità LGBT brasiliana, già di suo presa di mira quotidianamente tra le strade del Paese. Oltre 300, in questo 2018, i morti ammazzati causa omofobia.

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d'amore Viennese.

Il mese scorso Bolsonaro ha confessato che attaccherebbe due uomini, se li vedesse baciarsi in strada. Nel 2011 si disse pronto ad accettare un figlio morto, piuttosto che omosessuale. “Il Brasile sopra ogni cosa, Dio sopra tutti” è lo slogan di questo estremista, sessista e orgogliosamente omofobo candidato che a fine ottobre potrebbe diventare il nuovo presidente del Brasile. A forza di insulti e fake news Bolsonaro sogna di diventare il Donald Trump brasiliano, per una svolta verso la destra radicale che rischierebbe di tramutare il Paese intero in un cimitero dei diritti civili. Chi fa festa, ovviamente, è Matteo Salvini.

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