Brasile: 15enne massacrato di botte perché gay

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Il suo assassino si trovava con lui ad una festa di compleanno ed è tornato lì dopo il crimine. Il Brasile è uno dei paesi col più alto...

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L’ultimo episodio lo scorso weekend. Un uomo brasiliano le cui generalità non sono state rese note ha ammazzato di botte un ragazzo gay di 15 anni, Erik Kanaan da Silva durante una festa privata. La motivazione? Sospettava che Erik fosse gay. Erik si era recato alla festa con un’amica che poi si era allontanata. Lui nel frattempo (aveva 15 anni) ha bevuto troppo e si è spostato in una zona meno affollata. È lì che il suo assassino lo incontra e lo riempie di botte senza alcuna reazione da parte del ragazzo. Erik morirà per le lesioni al cervello e una emorragia.

 

Dopo averlo spogliato per nascondere le impronte digitali l’uomo si è fatto aiutare da alcuni amici a spostare il cadavere con delle tende  e gettarlo in un campo dove è stato ritrovato. È solo l’ultimo episodio di una catena di omicidi che hanno per vittime le persone LGBT. Il Brasile, secondo Human Rights Campaign, la più grande organizzazione per la difesa dei diritti LGBT americana, ha un tasso di violenza altissimo nei confronti della popolazione LGBT, con l’aggravante che questa violenza viene spesso coperta dalle autorità di polizia.

In media, una persona LGBT viene ammazzata ogni giorno in Brasile. Il 40% di queste vittime sono donne transessuali, un numero enorme se confrontato al fatto che esse sono solo il 10% della popolazione LGBT.

Tra i principali indiziati di crimini violenti contro i trans sono proprio le forze di polizia, in una atmosfera di intolleranza predicata dalle sempre più diffuse chiese evangeliche e una crisi economica che colpisce sempre più duramente milioni di brasiliani delle classi sociali più basse. E questo nonostante il fatto che il Brasile abbia una delle legislazioni a tutela della comunità LGBT più avanzate, con le unioni omosessuali legali ancora nel 19esimo secolo e il matrimonio omosessuale in vigore dal 2013. Per non parlare dei Pride di Rio e San Paolo che muovono milioni di persone.

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