In Italia il matrimonio gay è vietato dalla Costituzione?

di

Con la svolta della Germania, in Italia torna in voga il mantra secondo cui il "matrimonio egualitario sarebbe vietato dalla Carta".

coppia gay
CONDIVIDI
44 Condivisioni Facebook 44 Twitter Google WhatsApp
12828 1

Che guaio la Germania! Con l’approvazione del matrimonio egualitario da parte del parlamento di Berlino va a farsi benedire il “modello tedesco” che ci siamo sciroppati dai nostri parlamentari durante la discussione sulle unioni civili.

Che fare dunque alla domanda sulla possibilità di fare questo passo anche in Italia? Se siete politici, di destra o di sinistra, con stelle o simboli a piacere poco importa, la risposta più gettonata sul matrimonio egualitario è “La Costituzione lo vieta”.

Guarda una storia
d'amore Viennese.

Si tratta di una bufala, o se volete una definizione tecnica da usare in confessionale, si tratta di un’omissione. Quello che non viene mai detto infatti è che questo divieto è un frutto in via interpretativa dell’articolo 29 della Carta che parla della famiglia come “società naturale fondata sul matrimonio”.

Naturale nelle nostra Costituzione vuol dire eterosessuale? È un’interpretazione, certamente rafforzata anche dal quadro giuridico che nei decenni si è stratificato sulla materia. Come tutte le interpretazioni però non è una conclusione necessaria. A darne prova sono le sentenze della Consulta e della Cassazione.

La Consulta con la Pronuncia 138/2010 ha affermato che “I concetti di famiglia e di matrimonio non is possono ritenere cristallizzati con riferimento all’epoca in cui la Costituzione entrò in vigore, perché sono dotati della duttilità propria dei principi costituzionali e quindi vanno interpretati tenendo conto non soltanto delle trasformazioni dell’ordinamento ma anche dell’evoluzione della società e dei costumi”.

La Cassazione invece nel 2012 con la sentenza 4184 ha ribadito che l’ostacolo al matrimonio egualitario semmai è la mancanza di inquadramento nelle leggi dello Stato: “L’intrascrivibilità delle unioni omosessuali dipende non più dalla loro “inesistenza” e neppure dalla loro invalidità ma dalla loro inidoneità a produrre quali atti di matrimonio, appunto, qualsiasi effetto giuridico nell’ordinamento italiano”.

In entrambi i casi quindi le due corti, pur rigettando le istanze su cui erano state chiamate a esprimersi, hanno sottolineato la discrezionalità del Parlamento, che potrebbe introdurre il matrimonio egualitario con legge ordinaria, non essendoci alcun impedimento posto dalla Costituzione. Panico tra i parlamentari.

Leggi   Matrimonio gay a tema Toy Story: "Verso l'infinito e oltre, finché morte non ci separi"
Tutti gli articoli su:

Commenta l'articolo...