Bullismo omofobo: polemiche in Umbria per un questionario scolastico

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Il centrodestra all'attacco di un questionario scolastico pensato per prevenire il fenomeno del bullismo omofobico nelle scuole della Regione.

scuola omofobia
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Nell’Italia odierna si riesce a litigare persino per un semplice questionario scolastico.

Tre consiglieri di centrodestra della Regione Umbria, Ricci, Squarta e De Vincenzi, hanno infatti inveito contro l’accordo di collaborazione per la realizzazione di attività di analisi, studio, ricerca, formazione e sperimentazione finalizzata alla prevenzione al contrasto del fenomeno del bullismo omofobico nelle scuole della Regione. Un Accordo siglato nel 2017, a seguito dell’approvazione della legge regionale 3/2017 contro l’omo-transfobia, tra Università degli Studi di Perugia, Ufficio Scolastico Regionale, Ufficio per il Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza della Regione Umbria e Omphalos LGBTI, che prevede di acquisire, all’interno di un disegno di ricerca, conoscenze approfondite e scientificamente fondate sul fenomeno del bullismo omofobico nelle scuole del territorio regionale. Il questionario, anonimo e da compilare su base volontaria dopo consenso dei genitori, interesserà alcune scuole estratte a sorte.

Apriti cielo. “Certe domande le ritengo francamente inopportune, come quella riguardante l’orientamento sessuale nella quale un ragazzino in piena età evolutiva dovrebbe ammettere con una crocetta di essere ‘esclusivamente eterosessuale’, ‘prevalentemente eterosessuale’, ‘bisessuale’, ‘prevalentemente omosessuale’, ‘esclusivamente omosessuale’ oppure ‘asessuale’“, ha affermato Marco Squarta, FdI, portavoce del centrodestra all’Assemblea legislativa.

Stefano Bucaioni, presidente di Omphalos, ha prontamente reagito: «Le dichiarazioni dei consiglieri di centro destra ci lasciano allibiti. Ancora una volta assistiamo al tentativo di bloccare qualsiasi intervento che abbia l’obiettivo anche solo di conoscere e far emergere la piaga dell’omofobia e del bullismo omofobico, specialmente nell’ambiente scolastico. La ricerca scientifica, studiata e condotta dall’Università di Perugia e in particolare dal Dipartimento di Filosofia, Scienze Sociali, Umane e della Formazione, grazie al prezioso impegno del Prof. Federico Batini, è uno strumento importantissimo per analizzare il fenomeno del bullismo omofobico e della sua correlazione con altri tipi di discriminazione, come il razzismo e il sessismo, all’interno delle scuole della nostra Regione

«Nel 2017, durante la discussione della legge regionale contro l’omo-transfobia – ricorda Bucaioni – gli stessi consiglieri di centro destra che ora attaccano questa ricerca si opponevano alla legge lamentando l’assenza di dati che potessero giustificare una normativa contro le discriminazioni omofobiche e transfobiche, ignorando già ricerche nazionali, studi di osservatori delle forze dell’ordine e dati ISTAT. Ora che la Regione Umbria e l’Università degli Studi di Perugia si impegnano in una ricerca scientifica sul tema nel territorio regionale, gli stessi consiglieri l’attaccano con argomentazioni inesistenti. Questa è pura ipocrisia. Ipocrisia che nasconde l’esplicita volontà di bloccare qualsiasi argine al fenomeno della discriminazione per orientamento sessuale e identità di genere

«Pur di bloccare qualsiasi intervento sul tema delle discriminazioni – conclude Bucaioni – i consiglieri regionali di centro destra arrivano a definire una ricerca scientifica dell’Università degli Studi di Perugia, con tanto di metodi internazionalmente validati da decine di istituti di ricerca, come “proselitismo”. Dichiarazioni che oltre ad essere vergognose sono irrispettose dell’autorevolezza e dell’autonomia della nostra Università e di chi vi lavora. Siamo stanchi dei soliti personaggi che dietro a dichiarazioni di facciata su come sia giusto combattere le discriminazioni e il bullismo, nascondono invece la loro battaglia contro le persone gay, lesbiche, bisessuali, trans* e intersex. Chi per un briciolo di visibilità, chi invece perché approdato in politica con il solo scopo di imporre a tutti i dettami della propria religione

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