Bullismo omofobico: “Sei gay, non venire più a scuola”

La denuncia di un 17enne siciliano ripropone il problema dell’intolleranza verso le diversità da parte di allievi e, peggio ancora, insegnanti.

GELA – Dopo la vicenda dell’insegnante palermitana trascinata in tribunale per aver ripreso un bulletto omofobo di nuovo la Sicilia alla ribalta per un caso di bullismo scolastico. Un 17enne iscritto al terzo anno di informatica dell’Istituto Tecnico Industriale E. Morselli (nella foto) ha presentato un esposto ai carabinieri nel quale racconta come sia stato in pratica costretto ad abbandonare la scuola a seguito del clima di ostilità che gli si era creato intorno: accusato dai compagni di classe di essere omosessuale questi lo avrebbero costretto a baciare il compagno, riprendendolo col cellulare e minacciando di diffondere le immagini se non avesse obbedito ai voleri del ‘branco’. Quando il filmato è stato visionato da uno degli insegnanti questi avrebbe intimato allo studente: "Vai a casa e non venire più a scuola perché sei un gay". A seguito di tutto il clima di tensione che si era sviluppato introno a lui il ragazzo sarebbe caduto in depressione, finendo per trascurare gli studi e dunque infine non riuscendo ad essere promosso.

Per Andrea Berardicurti della segreteria politica del Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli di Roma si tratta di “un evidente caso di bullismo e di odiosa campagna discriminatoria nei confronti delle persone omosessuali, con l’aggravante che uno degli attori di questa tragica commedia è addirittura un insegnante. È del tutto evidente quanto una situazione del genere possa facilmente far cadere in depressione, soprattutto se non hai l’appoggio di un corpo insegnante che dovrebbe vigilare sui casi di bullismo e denunciarli. Il Circolo Mario Mieli attraverso il suo servizio di consulenza legale riceve molte richieste di aiuto da parte di giovani che subiscono tale genere di soprusi. Si rende disponibile ad aiutare il coraggioso ragazzo di Gela che, dopo una prima fase di paura, ha presentato un esposto ai carabinieri. Speriamo che sia da esempio per tutti coloro che in futuro si ritrovino nelle sue stesse condizioni. Denunciare significa far cadere il velo di omertà che ancora troppo spesso avvolge questi episodi di omofobia e discriminazione. Chiediamo inoltre un incontro urgentissimo con il Ministro Fioroni per studiare un progetto antiomofobia da portare al più presto nelle scuole.”

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Per Franco Grillini, parlamentare di Sinistra Democratica, “l’episodio di Gela è solo l’ultimo di una lunghissima serie che è stata più volte segnalata al Ministero della Pubblica Istruzione. Purtroppo alla base del bullismo antigay c’è la persistenza della cultura macista, persistente in molte aree del Paese. È assolutamente necessario un intervento del ministero della Pubblica Istruzione con un piano nazionale di lotta al bullismo. Su questo tema sono state presentate numerose interrogazione che purtroppo non hanno ancora ottenuto risposta. Nell’ultima, presentata il 6 febbraio scorso, si chiedeva a Fioroni quali misure specifiche intendesse adottare per la prevenzione del bullismo nelle scuole e del disagio degli adolescenti omosessuali, se il Ministro intende coinvolgere le associazioni omosessuali nella stesura e nell’implementazione del piano ministeriale di prevenzione e lotta al bullismo, se il Ministro intende promuovere una ricerca nazionale sul bullismo omofobo e su altre forme di esclusione sociale dei giovani gay, lesbiche, bisessuali e transgender nelle scuole e se il Ministro intende rinnovare il protocollo tra Ministero dell’istruzione e AGEDO inattivo dal 2003.”

Il Ministro Fioroni ha disposto tramite il Direttore regionale l’invio di un ispettore, il professor Giuseppe Valente, che dovrà accertare fatti ed eventuali responsabilità.  (Roberto Taddeucci)