Cairo: inasprite le sentenze contro i gay

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Nuova sentenza del processo della "Queen Boat": 21 persone sono state condannate a 3 anni di carcere ciascuno con lavori forzati. Nel complesso i verdetti sono stati piu'...

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IL CAIRO – Una corte amministrativa del Cairo ha condannato 21 persone a tre anni di carcere ciascuno con lavori forzati: sempre identica l’accusa, cioe’ l’aver “praticato l’immoralita’ sessuale”, un eufemismo che nelle leggi egiziane allude all’omosessualita’; altri 29 imputati sono invece stati assolti. Nel complesso i verdetti sono stati piu’ pesanti di quelli originari, pronunciati da un tribunale speciale, che prevedevano pene di uno o due anni, ma che erano stati annullati dal presidente Hosni Mubarak in seguito a incessanti pressioni internazionali.
Il processo e’ cosi’ stato ripetuto davanti alla magistratura ordinaria, ma si e’ rivelato una beffa. Da notare che Mubarak aveva gia’ confermato le due condanne piu’ pesanti, a tre e a cinque anni di prigione per ‘vilipendio della religione islamica’.
Tutti i presunti gay erano stati arrestati nel maggio 2001 in un locale notturno sul Nilo, la ‘Queen Boat’, e la vicenda aveva subito suscitato enorme scalpore anche all’estero, con le organizzazioni per i diritti umani che si erano affrettate a denunciare la repressione non soltanto di semplici inclinazioni sessuali individuali, come tali rilevanti esclusivamente sul piano privato, ma anche delle liberta’ di espressione e di associazione. Le autorita’ locali hanno comunque replicato che l’Occidente non deve pretendere di imporre all’Egitto valori estranei alla cultura di quest’ultimo.
La nuova raffica di sentenze e’ stata definita “spaventosa” dalla sezione del Cairo di ‘Human Rights Watch’, anche perche’ esse sarebbero basate su “prove inconsistenti”. Gli interessati, nessuno dei quali era presente in aula per l’udienza decisiva, hanno preannunciato appello; per il momento si trovano in liberta’ provvisoria.

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