‘California in fiamme? Colpa dei diritti LGBT’, l’attacco di un pastore americano

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"Dio sta bruciando la California dopo 25 anni in cui hanno provato a legettimare il peccato dell'omosessualità". L'ultima folle sparata di un pastore.

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Sono anni, oramai, che ad ogni disastro naturale i fanatici religiosi d’America se la prendono con gli omosessuali.

L’evento si è ripetuto negli ultimi giorni, quando il pastore Kevin Swanson ha puntato il dito contro i diritti LGBT e la nostra comunità, a suo dire ‘colpevoli’ degli incendi che hanno devastato la California. Swanson, da sempre orgogliosamente omofobo, ha sottolineato come lo Stato sia stato il primo Stato d’America a mostrare sostegno alla comunità gay, con tanto di primo storico Pride, primo sindaco dichiaratamente omosessuale, primi matrimoni gay e primo Stato a bandire le cosiddette ‘teorie riparative’.

“E poi, nel 2017, le scuole statali della California hanno implementato il programma di indottrinamento omosessuale … e questo è stato il calcio d’inizio per i più grandi incendi che la California abbia mai visto nella sua storia, lo scorso anno. E quegli incendi continuano nel 2018. Quindi Dio sta bruciando la California dopo 25 anni in cui hanno provato a legettimare il peccato dell’omosessualità“.

L’anno scorso, quando l’ex sindaca lesbica di Houston venne accusata di aver causato l’uragano Harvey, replicò su Twitter con impeccabile capacità: “Maledizione, credevo che nessuno conoscesse i miei superpoteri sul tempo”. Meglio riderci sopra.

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